Sicurezza
Nella docufiction Rai la storia di Guido Cava
PISA. Si chiama “Figli del destino” la docufiction con cui domani in prima serata su Raiuno Raifiction ha scelto di raccontare le leggi razziali applicate in Italia dal regime fascista dal 1938 al 1945 ed i campi di sterminio nazisti dando voce, in prossimità della “Giornata della Memoria”, a quattro ex bambini che quell’orrore l’hanno vissuto: Liliana Segre, oggi senatrice a vita, sopravvissuta ad Auschwitz; la scrittrice Lia Levi, che a Roma si nascose in uno dei tanti conventi che durante la guerra diedero rifugio agli ebrei; Guido Cava, salvato a Pisa da un medico fascista che rischiò la vita per curarlo; e Tullio Foa, aiutato a Napoli da un commissario di polizia che si rifiutò di rivelare ai nazisti l’indirizzo di casa dei suoi.
Quattro storie, con diversi gradi di tragedia e quattro città italiane, dal Sud al Nord che, ha spiegato Marco Spagnoli, co-regista con Francesco Micciché, «mostrano come il caso sia stato determinante per tutti loro e come, incredibilmente, siano riusciti a sopravvivere per una scelta casuale del destino».
La docufiction è prodotta da Red film con Raifiction e con la voce narrante di Neri Marcorè ricostruisce le quattro storie con il racconto in prima persona dei protagonisti ed affidando la ricostruzione delle loro vicende a bambini che li interpretano, affiancati dagli attori Massimiliano Gallo, Massimo Poggio, Valentina Lodovini e Patrizio Rispo.
La sua originalità sta nell’aver ricercato il punto di vista dei bambini, per descrivere, ha sottolineato Spagnoli, «come si sono sentiti e quello che hanno vissuto in quei terribili sette anni che hanno sconvolto le loro vite». Per questo «la maggior parte delle scene sono girate con la macchina da presa che vede gli adulti dall’altezza dei piccoli, dal basso». —
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