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Pisa

lo sportello 

Il “Primo passo” contro il gioco d’azzardo patologico

Il “Primo passo” contro il gioco d’azzardo patologico

Servizio di accoglienza organizzato dalla Misericordia Il commissario Dini: un luogo in cui è possibile incontrare interlocutori competenti 

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PISA. Il “Primo passo” è il nome dello sportello attivato nello scorso giugno dalla Misericordia di Pisa. Un servizio che è stato realizzato nell’ambito del progetto regionale di sensibilizzazione nei confronti del disturbo da gioco d’azzardo patologico. Un’iniziativa che vede protagoniste le Misericordie della Toscana e l’associazione culturale Preludio. «Le famiglie e le persone che si sono rivolte finora allo sportello hanno potuto contare su un percorso chiaro ed efficace», sottolinea Enrico Dini, commissario della Misericordia.

«Il progetto “Primo passo” - aggiunge Dini - è un luogo in cui è possibile trovare interlocutori sensibili e competenti, capaci di accogliere, ascoltare e sostenere le persone che si rivolgono a questo servizio. Gli operatori dello sportello sono in grado di fornire, in collaborazione con i servizi socio-sanitari territoriali, informazioni di tipo preventivo, favorendo l’invio alle strutture preposte alla cura e alla riabilitazione».

Un’azione di ascolto ed orientamento che rappresenta in effetti un primo passo per affrontare il problema.

All’interno degli spazi della Misericordia di Pisa è possibile un primo servizio informativo H24 semplicemente digitando il numero 050/9912900 e successivamente il numero 4.

«Questo progetto - aggiunge la dottoressa Emanuela Laquidara, psicoterapeuta e referente del percorso - ha lo scopo di prendere in considerazione, in questi casi, uno dei momenti più significativi e complicati, ovvero la richiesta di aiuto. È da questo che è nata l’idea di uno spazio reale e simbolico, all’interno dei presidi delle Misericordie, da sempre a sostegno delle comunità nelle criticità e problematiche sociali. Questo spazio - conclude Laquidara - lo abbiamo definito prima di tutto di “accoglienza” nei confronti de gli utenti e denominato appunto il “Primo passo”, inteso come il primo dei tanti passi che chiede l’inizio di un percorso di consapevolezza e di cura». —

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