Sicurezza
«Peculato d’uso di un euro: surreale fare un processo»
l’usb sul caso di due dipendenti in provincia
PISA. «La nostra incondizionata solidarietà ai colleghi della Provincia e l'augurio che non si voglia cercare ad ogni costo il capro espiatorio magari per giustificare il dispendio di tempo e di denaro per un processo che non avrebbe avuto motivo neppure di iniziare».
Così Antonio Piro e Federico Giusti dell’Unione sindacale di base intervengono sul caso raccontato dal Tirreno della richiesta di rinvio a giudizio per peculato d’uso per due dipendenti della Provincia. Un danno quantificato in un euro.
«Una vicenda tra il grottesco e il surreale che dimostra quanto la giustizia italiana in certi casi abbia smarrito ogni logica e ragionevolezza cercando dei colpevoli ad ogni costo, colpevoli da sbattere mediaticamente alla gogna – spiegano i due sindacalisti –. I dipendenti hanno ammesso la loro colpa, se tale è definibile, quella di essere passati da casa di uno di loro perché chiamati dal bisogno di un familiare. Stiamo parlando di un danno erariale di un euro di benzina per aver percorso due km di strada con il mezzo della Provincia».
Secondo Piro e Giusti «non c’è stato alcun disservizio o utilizzo a fini illeciti del mezzo pubblico, se esiste un danno alla immagine è quello causato dagli sviluppi mediatici di questa paradossale vicenda, dalla volontà dei vertici della Provincia di inviare un esposto alla Procura e dalla decisione della stessa di procedere con un processo kafkiano. La Provincia avrebbe potuto limitarsi come ha fatto a sanzionare con provvedimento disciplinare i due colleghi, chiudendo qui la vicenda, non averlo fatto induce invece a qualche riflessione».
Per i sindacalisti il comportamento dei dipendenti è avvenuto in assoluta buonafede, «il vero danno è quello di una giustizia che lascia impuniti reati gravissimi ma apre processi per 50 centesimi o condanna al carcere chi commette furti per fame. Ingiustizia è il comportamento di certi dirigenti che mai avrebbero inviato atti in Procura per contestare decisioni politiche tali ad avere ripercussioni negative sulla macchina amministrativa o aggravio di spesa. Bisogna ripristinare il senso e la misura delle cose, solo una visione burocratica del diritto può farci piombare in scenari come quelli attuali». —
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