Il Tirreno

Pisa

Altro che Ikea e Amazon: a Pisa c’era La Lanteriana

Fabio Vasarelli
Una veduta aerea della Lanteriana, una volta trasferita nell’area industriale del quartiere della Fontina, in una foto scattata negli anni Ottanta e custodita nell’archivio di Simone Gentilini
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Una veduta aerea della Lanteriana, una volta trasferita nell’area industriale del quartiere della Fontina, in una foto scattata negli anni Ottanta e custodita nell’archivio di Simone Gentilini

Il negozio di elettrodomestici e casalinghi aprì nel 1947 all’interno del Lanteri. Poi il grande passo, col trasloco alla Fontina. Oggi al suo posto c’è il Carrefour

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PISA. Ho ancora molti nitidi ricordi di quando andavo con i miei genitori a comprare giocattoli, i primi elettrodomestici o la nuova tv a colori. Si andava alla Lanteriana, vicino ai Condotti, in una vecchia zona industriale de La Fontina. Sembrava di andare fuori città, verso un mondo (quello dei grandi magazzini e degli ipermercati) che ancora doveva nascere. Non stiamo parlando di secoli addietro, di guerre, di flotte o di mura medievali, ma di una generazione fa. La Lanteriana fu il primo esperimento pisano di grande magazzino, la cui storia però è strettamente legata ad altre vicende: quella degli Oblati di Maria Vergine presso la Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo (in Orticaia); quella della famiglia Pontecorvo e infine quella della nascita dell’insediamento artigianale/industriale de La Fontina.

La Lanteriana venne fondata nel 1947 da Padre Giuseppe Lamberti (1922-2012) durante il suo primo periodo di permanenza a Pisa. Si trattava di una specie di negozio di elettrodomestici e casalinghi, collocato all’interno del complesso Lanteri, presso la parrocchia di via San Michele degli Scalzi. Lo scopo era quello di favorire i sacerdoti della zona nell’acquisto di materiale catechetico e di conforto per la casa, approfittando dei particolari sconti praticati per il personale della curia. Tale iniziativa ebbe subito un grande successo e fu così che, verso la metà degli anni Cinquanta, tale servizio fu aperto anche ai cittadini, con possibilità di poter acquistare a rate e senza particolari garanzie (provateci ora!).

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La Lanteriana contribuì, dunque, alla “civilizzazione” di molte famiglie popolari pisane, che riuscirono a permettersi i primi elettrodomestici che per molti risultavano inarrivabili in altri negozi della città. Anche il complesso Lanteri era stato fondato da Padre Lamberti, all’interno del progetto religioso della sua congregazione, che mettevano al centro della loro opera la formazione dei giovani sacerdoti. Il nome del complesso deriva dal fondatore degli Oblati di Maria Vergine, Padre Pio Brunone Lanteri (1759-1830). La gestione del negozio era affidata ai Frati Oblati, che si rapportavano con la clientela come se fossero negozianti professionisti. Col passare degli anni tale negozio si ampliò sempre di più e riscosse un successo incredibile soprattutto nel settore della fotografia amatoriale, così che, nel 1974, si decise di compiere il grande passo: chiudere il negozio dentro il complesso Lanteri e aprire una nuova Lanteriana, il primo Grande Magazzino di Pisa, nella zona de La Fontina.

Il luogo scelto era a fianco all’ex Fabbrica Pontecorvo, dove anticamente c’era un laghetto e furono realizzati dei capannoni dagli americani, che furono modificati e sfruttati per la realizzazione di una struttura che si sviluppava su due piani, dotata di comodi posti auto al coperto per ritirare la merce, anche di dimensioni notevoli. La fabbrica tessile dei Pontecorvo, famiglia ebrea originaria di Roma, era nata nei primissimi anni del Novecento, insieme con altri complessi industriali in via San Lorenzo e in via Santa Marta. In quella fabbrica lavorarono tantissimi pisani (soprattutto donne), anche durante la Prima Guerra Mondiale, quando era alta la domanda di uniformi. Le strutture di quella fabbrica, ceduta poi nel 1937, ci sono ancora (caratterizzate dal tetto a profilo triangolare) e ospitano tutt’oggi varie attività artigianali/industriali. Ma quelle de La Fontina e dei Pontecorvo sono altre storie.

Tornando alla Lanteriana, la grande clientela, fidelizzata negli anni precedenti, premiò la scelta del nuovo negozio, nonostante la scarsa accessibilità della zona, sperduta in mezzo ai campi e a quel tempo difficilmente accessibile, se non passando da via Calcesana, sotto i condotti (oggi la viabilità è ben diversa). Il periodo in assoluto più florido fu quello a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, dal momento che fu raggiunta la massima espansione del negozio per qualità e quantità esposta: ce n’era per tutte le tasche ed era possibile trovare qualsiasi cosa! Dal “Fai da te” al salotto, dall’Hi-fi ai giocattoli, dal televisore alla radiolina tascabile, per non parlare di strumenti musicali, camper, barche, fino ad alcune cose da mangiare! La gestione era stata appaltata ad operatori e tecnici del settore, sempre sotto la sapiente supervisione dell’inventore di questo ipermercato, vale a dire Padre Giuseppe Lamberti, scomparso il 7 novembre 2012 dopo una malattia.

I nomi degli storici dipendenti? Marcella, Livia, Lucia, Franco, Sandra, Paolo, Carlo, Paolino, Massimo, Nedo. La Lanteriana chiuse i battenti negli anni Novanta e al suo posto nacque nel 1998 l’Ipermercato “Continente”, poi divenuto “Carrefour” due anni dopo. Oggi si compra all’Ikea, su E-bay, su Amazon, i corrieri che consegnano oggetti tecnologici si sono moltiplicati, ma molti pisani ricordano ancora con affetto la cara e vecchia Lanteriana. 
 

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