Il Tirreno

Pisa

Bigliettopoli, legittimo il licenziamento: respinto il ricorso di un autista Ctt

Danilo Renzullo
Un biglietto dell'ex Cpt di Pisa (foto d'archivio)
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Un biglietto dell'ex Cpt di Pisa (foto d'archivio)

Il giudice non ha riconosciuto la disparità di trattamento tra i lavoratori allontanati che lavorano nei bacini di Pisa e Pontedera

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PISA. Licenziamento legittimo. Il Tribunale di Pisa - sezione lavoro - ha respinto il primo ricorso presentato da uno degli autisti licenziati dalla Ctt Nord nell’ambito della “bigliettopoli” che ha scosso l’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara.. Il giudice non ha riconosciuto la disparità di trattamento tra i lavoratori licenziati, tutti impiegati nei bacini di Pisa e Pontedera, e gli altri coinvolti nell’indagine (oltre 70, ma per la maggior parte la società ha deciso di applicare “solo” provvedimenti disciplinari: demansionamenti e trasferimenti) e ha riconosciuto la legittimità del licenziamento anche in assenza del consiglio di disciplina.

Il lavoratore, assistito dall’avvocato Carlo Pelli, si è rivolto al giudice per chiedere l’annullamento del provvedimento di destituzione emanato dall’azienda lo scorso ottobre al termine di una lunga indagine interna che ha accertato il mancato rispetto del regolamento che disciplina la vendita dei titoli di viaggio a bordo degli autobus.

L’azienda ha accertato un modus operandi che nel corso del tempo avrebbe procurato un vantaggio economico per i conducenti (con “guadagni” non superiori ai 1.000 euro annui) e un danno per le casse della società attraverso la cessione di biglietti delle tratte urbane su percorsi extraurbani (la contrattazione interna riconosce ai conducenti un compenso per ogni singolo biglietto venduto, più alto per le tratte urbane, più basso per i collegamenti extraurbani). Oltre alla presunta disparità di trattamento e all’illegittimità del licenziamento, il ricorso faceva leva anche sull’assenza del reato contestato.

L’autista, addetto al servizio extraurbano, è stato infatti “accusato” di aver venduto 416 biglietti urbani durante le 288 corse extraurbane effettuate nel periodo preso in considerazione dall’azienda. Nei tratti cittadini della linea, le tabelle polimetriche in vigore alla Ctt Nord obbligano però i conducenti a vendere biglietti urbani. «Il lavoratore ha seguito le direttive aziendali, ma il giudice ha sostenuto che deve essere il lavoratore a provare la regolarità della vendita dei biglietti», sottolinea il legale annunciando opposizione in quanto, seguendo questo principio, «l’azienda può licenziare chiunque». Il Tribunale ha ritenuto legittimo il licenziamento anche in assenza del “consiglio di disciplina”, l’organo previsto dal Regio Decreto numero 148 del 1931 per una «corretta gestione dei procedimenti disciplinari nelle aziende del settore autoferrotranvieri». Il consiglio (formato da tre rappresentanti dell’azienda, da tre rappresentanti dei lavoratori e un presidente scelto tra i giudici in pensione) avrebbe dovuto valutare la decisione assunta dall’azienda.

Durante la causa sarebbe emersa la mancata volontà dell’azienda di costituire il consiglio. Nei prossimi giorni sarà presentata opposizione al respingimento e, nelle prossime settimane, altri cinque ricorsi per chiedere il reintegro dei lavoratori licenziati.

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