Il Tirreno

Pisa

SCUOLA: TEMPO DI PROTESTE 

Da ieri occupato anche lo scientifico Buonarroti

Danilo Renzullo
Da ieri occupato anche lo scientifico Buonarroti

Quattro istituti in agitazione in città. Centrale il tema della sicurezza degli edifici. In stallo la trattativa sul Marchesi

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Mentre l’iter per la ricostruzione del complesso scolastico Concetto Marchesi entra in una fase di stallo, la protesta studentesca dilaga.

Dopo l’occupazione degli istituti Santoni, Da Vinci e Fascetti, ieri mattina è stato occupato anche il liceo scientifico Buonarroti. La decisione degli studenti è scattata all’indomani della manifestazione che giovedì mattina ha visto oltre trecento studenti medi sfilare per le strade del centro per evidenziare, in particolare, le criticità strutturali dei complessi scolastici. Riuniti in assemblea, gli studenti del Buonarroti hanno fissato i termini e le rivendicazioni da portare avanti. Una su tutte i problemi del complesso scolastico Concetto Marchesi, l’edificio che ospita il liceo scientifico e l’istituto Santoni. Gli studenti puntano il dito contro i mancati interventi per risolvere criticità ultradecennali: spazi inadeguati, infiltrazioni d’acqua e problemi strutturali con cui il complesso scolastico di Cisanello convive da anni. Nel calderone della protesta finiscono anche le politiche portate avanti dall’amministrazione comunale e quelle del governo centrale, in particolare i tagli all’istruzione e il piano “scuole sicure”. Le stesse finite al centro delle contestazioni del corteo studentesco che giovedì ha tentato anche la simbolica occupazione dell’atrio del Comune prima di essere respinto dal cordone di forze dell’ordine schierato davanti Palazzo Gambacorti.

Con l’occupazione del liceo Buonarroti salgono a quattro gli istituti cittadini occupati negli ultimi giorni. Una mobilitazione che segue quella livornese delle scorse settimane con l’obiettivo di mettere in luce i problemi strutturali delle scuole. Un caso emblematico, secondo gli studenti, è proprio quello del Concetto Marchesi su cui da anni la Provincia, ente proprietario, è al lavoro per trovare una soluzione. Quella individuata passa attraverso un finanziamento dell’Inail (per rifare il complesso scolastico occorre una cifra che sfiora i 50 milioni di euro). Il primo scoglio da superare è però un accordo tra l’amministrazione provinciale e quella comunale. L’area dove sorge il complesso è infatti di proprietà di Palazzo Gambacorti e l’acquisizione da parte della Provincia è il punto di partenza per cercare di concretizzare il piano per il quale l’ente di via Nenni ha predisposto anche il progetto definitivo. La Provincia punta ad ottenere i terreni su cui sorge il complesso scolastico attraverso una permuta con il Comune. All’amministrazione comunale non è però ancora stata formalizzata una proposta di accordo, ma si dice disponibile ad affrontare al più presto la questione per cercare di risolvere una criticità che dura da oltre un decennio. —



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