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scuola e disagi 

Agazzi, nasce un comitato contro la sezione soppressa

Danilo Renzullo
Agazzi, nasce un comitato contro la sezione soppressa

Assemblea partecipata ai Passi per ripristinare il servizio rivolto ai bimbi di 3 anni Il timore è che la decisione della giunta anticipi la futura chiusura del plesso

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Un comitato per “difendere” la scuola Agazzi. Ai Passi nasce il "Comitato per la salvaguardia della scuola Agazzi" per chiedere il ripristino della sezione dei 3 anni soppressa dal Comune.

La decisione è stata approvata all’unanimità giovedì durante un’assemblea indetta dal Comitato di quartiere per discutere la scelta della giunta di “cancellare” la sezione dei 3 anni della scuola dell’infanzia Agazzi. Circa ottanta persone, tra docenti, genitori, rappresentanti sindacali ed esponenti delle forze politiche di opposizione si sono riunite nei locali della chiesa dell’Immacolata. Il Comitato, che sarà formato nei prossimi giorni, diventerà lo strumento con cui docenti e genitori cercheranno di convincere l’amministrazione a fare un passo indietro.

«La decisione della giunta potrebbe essere il primo step di un progressivo ridimensionamento della scuola che potrebbe portare anche alla sua definitiva chiusura», la preoccupazione comune espressa dalle varie “anime” che hanno preso parte all’assemblea. I genitori hanno evidenziato anche i problemi che scaturiscono dalla tardiva comunicazione della decisione, con tempi molto ridotti per scegliere la scuola dove iscrivere i figli. «Una scelta mai discussa in consiglio comunale e quindi senza un confronto tra le varie forze politiche», accusa il capogruppo del Pd Giuliano Pizzanelli chiedendo di spostare il termine ultimo di iscrizione per la scuola Agazzi. Per i sindacati quello della scuola dei Passi è invece solo una delle criticità che interessano il sistema dei servizi educativi comunali. Ieri, l’assemblea del personale educativo di Palazzo Gambacorti ha dato mandato alle organizzazioni sindacali di proclamare lo stato di agitazione. Mobilitazione che sfocerà probabilmente in uno sciopero. «Sull'infanzia come sulla cultura, il Comune ha deciso di disinvestire - accusano i rappresentanti sindacali di Fp-Cgil e Filcams Cgil -. Come avevano annunciato in campagna elettorale, gli amministratori sono interessati solo alla sicurezza, quindi grandi investimenti nella polizia municipale e tagli in altri settori. Hanno iniziato depotenziando il personale della biblioteca, adesso sono passati ai servizi educativi». Il sindacato mette sotto accusa «il mancato rispetto dell’accordo per il potenziamento del personale educativo e la decisione assunta dalla giunta, senza informare i rappresentanti dei lavoratori, che prevede la chiusura di una sezione della scuola Agazzi, preludio alla chiusura totale della stessa nel giro di 3 anni».

«Secondo l’assessore Cardia - proseguono i sindacati - questa scelta serve per salvare la scuola Manzi, ma si omette di dire che per far questo si andrà alla chiusura della scuola Agazzi, accogliendo le richieste sindacali di alleggerire i carichi di lavoro delle insegnanti. Il sindacato - precisano Fp e Filcams - ha chiesto a più riprese di intervenire sui carichi di lavoro, ma non ha mai individuato come soluzione la chiusura di una scuola. Al contrario ha sempre chiesto nuove assunzioni. Chiediamo all'amministrazione di ritirare la decisione e aprire un confronto con le organizzazioni sindacali per garantire il servizio e tutelare il lavoro del personale». —



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