La protesta
Furti di bici in calo per le statistiche. I motivi? C’è chi non denuncia più
Pisa: i dati forniti dall’Osservatorio Pisamo-polizia indicano 697 segnalazioni rispetto alle 809 dell’anno precedente
PISA. Forse si denuncia meno. O forse qualcosa è cambiato. Nessuno al momento è in grado di fornire un giudizio esatto sul fenomeno. I dati forniti dall’Osservatorio sul furto delle biciclette (Pisamo-Polizia) parlano chiaro: il 2017 si è chiuso con una sensibile diminuzione del fenomeno rispetto al 2016, con 697 denunce a fronte delle 809 di tre anni fa. Si comincia veramente a voltare pagina o semplicemente è stata un’annata più fortunata rispetto al passato? Chissà.
Chi ama le due ruote e si affida a loro negli spostamenti cittadini spera vivamente di sì. E con loro anche Marco Bertini, responsabile dell’Ufficio Biciclette della Pisamo. «Il 2017 è andato sicuramente meglio rispetto al 2016. Speriamo - afferma Bertini - che il fenomeno dei furti abbia intrapreso un trend in calo. L’installazione di rastrelliere dove poter incatenare il proprio mezzo con lucchetti certificati va proprio in questa direzione, anche se il numero di denunce resta alto e non c’è da rallegrarsi. Però, come riferito anche dai risultati di un’indagine Fiab del 2012, la denuncia rappresenta anche un indicatore di uso delle biciclette. Le città con più denunce di furto sono Ferrara e Bolzano, quelle con meno Reggio Calabria e Ragusa. Amsterdam, ad esempio, ha una denuncia ogni 20 abitanti. Inevitabilmente, circolando più mezzi, i furti non mancano come purtroppo qui a Pisa».
Ne sa qualcosa anche la Fiab (Federazione Amici della Bicicletta) che da anni si batte per l’azzeramento di questo odioso fenomeno. «È difficile dare una chiave di lettura ai dati forniti dall’Osservatorio - dice Carlo Carminati, presidente Fiab di Pisa -, speriamo solo che i numeri rappresentino una controtendenza e non la somma di concittadini che hanno deciso per rassegnazione o sfiducia di non rivolgersi alle forze dell’ordine. Sicuramente - prosegue Carminati - anche le campagne di sensibilizzazione hanno avuto i loro risultati. Per mettere le bici in sicurezza occorrono catene giuste ed effettuare la punzonatura sul mezzo. Non ci sono altri rimedi. Occorre munirsi di due lucchetti certificati: uno per bloccare la ruota anteriore alla rastrelliera, l’altro ad “u” per sigillare il telaio o una ruota anteriore alla rastrelliera. Poi fondamentale è la denuncia. Un iter per poter ritornare in possesso del proprio mezzo in caso di ritrovamento».
Sicuramente l’istituzione di una “anagrafe provinciale” anche sul nostro territorio, grazie alla tenacia di Fiab, e una maggiore sensibilità da parte dei proprietari verso gli strumenti di prevenzione, tra i quali utilizzare antifurti di qualità e legare il proprio mezzo in modo sicuro, sembrano aver avuto la loro efficacia sui ladri.
Tutti questi concetti saranno ribaditi nel corso di un incontro pubblico che si svolgerà alle Officine Garibaldi in via Gioberti, aperto a tutti gli interessati, promosso proprio da Fiab. L’appuntamento è sabato prossimo, 19 gennaio, dalle 17,30 alle 19,30. «Gli argomenti che saranno trattati - sottolinea Rosanna Betti, Fiab di Pisa - saranno l’uso delle rastrelliere blocca-telaio, la marchiatura, le chiusure certificate e le più recenti applicazioni tecnologiche che rendono più dura la vita del ladro di biciclette».
All’incontro interverranno Marco Bertini di Pisamo, Massimiliano Petri di Tages Coop e Giacomo Lucente di Fiab Pisa. Un’iniziativa di grande utilità pubblica resa possibile grazie anche alla collaborazione della Coop Alice che permetterà a chi porterà la propria bici di poter usufruire del servizio di marchiatura Securmark al prezzo promozionale di 2 euro, oltre naturalmente alla possibilità di diventare socio Fiab.
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