Gioco
Tradizione, grande qualità e vini del territorio nella sfida tra i migliori cuochi pisani
Prosegue il viaggio del Tirreno per conoscere da vicino i ventuno locali che hanno preso parte alla sedicesima edizione del Premio Ristorazione Pisana
PISA. Prosegue il nostro viaggio nei locali che hanno partecipato alla sedicesima edizione del Premio Ristorazione Pisana, il concorso organizzato da Confesercenti Toscana Nord in collaborazione con Pisa Quality Restaurants, Camera di Commercio di Pisa e della concessionaria Ford BluBay di Ospedaletto. Ventuno i ristoranti in lizza con un secondo piatto di selvaggina, giudicati da Stefano Campazzi, coordinatore Pisa Quality Restaurant, Giuseppe Del Chicca di Wine Art and Food e Umberto Chericoni della Fisar.
LA CANTINA DI GIO’
GERMANO AL CAVOLO NERO
Il locale di Calci, in via Brogiotti, ha scelto il germano per il secondo di selvaggina. Lo chef Mario Zingarelli lo ha servito con il cavolo nero, verdura che fa parte della tradizione culinaria pisana. Ad accompagnare il piatto un vino del Monte Pisano, il Cartusia 2016 della Fattoria San Vito di Calci. La scelta del vino dimostra quella che è la filosofia di base del locale gestito da Xhoana Alushi, giovanissima padrona di casa: km zero, materie prime di produzione di aziende agricole della provincia di Pisa, così come i vini.
OSTERIA PINZAGRILLI
PERNICE FARCITA
Matteo Gani e Laura Ulivieri, titolari e chef del locale del centro storico di Guardistallo, sono uno dei punti di forza del Premio della Ristorazione che tra l’altro hanno vinto nel 2016. Hanno proposto una pernice farcita delle sue interiore e spuma di gota, su nido di porcini e tartufo con salsa di castagne, corbezzole e frutti di bosco. Il piatto è stato accompagnato da un Casa Nocera del 2013, prodotto dall’azienda Pagana de Marchi di Casale Marittimo. La giuria ringrazia i titolari per l’accoglienza e lo staff composto da Carla Gani, Maurizio Neri, Elisa Presti, Mita Fulceri e Maria Grazia Brugnano.
LA VECCHIA LIRA
CINGHIALE IN DOLCE FORTE
Il cinghiale protagonista della ricetta del ristorante La Vecchia Lira di Volterra (in via Matteotti), locale a conduzione familiare il cui nome (ed il logo delle vecchie 50 lire di metallo) vuole ricordare le vere origini italiane ed in particolare quelle dell’enogastronomia locale; a gestirlo i fratelli Massimo e Lamberto Bruchi con lo chef Diego Rossi e Nicole Chesson in sala. La versione proposta, “in dolce forte”, è uno dei piatti di punta del menù del locale. Il vino scelto è il “Corpo notte” della Tenuta Monte Rosola di Volterra.
IL FORAPAGLIA
COLOMBACCIO RIPIENO
Marco Lessi e la chef Serena Corsi hanno rilevato questo locale in Vittorio Veneto a Montescudaio nel 2011. Cucina tipica, forno a legna e dolci di produzione propria il punto di forza, senza dimenticare la terrazza con vista mare. La chef Serena, coadiuvata da Saverio D’Alenzi ed in sala da Barbara Maggio, ha proposto un colombaccio a km zero ripieno di albicocche secche con purè gratinato. Ad accompagnarlo un Casalvecchio, Cabernet Sauvignon vinificato in anfora dell’azienda Pagana de Marchi di Casale Marittimo.
RISTORANTE YURI 2
CINGHIALE CON LE OLIVE
Un classico della cucina pisana è il piatto proposto dal ristorante Yuri 2 di Bientina (in via Pacini 100) che vede il cinghiale servito con un tris di polente. Il locale è gestito da Orazio Santosusso e dalla moglie Cristina Lapenna, quest’ultima chef, con in sala i figli Yuri e Alessia. Come vino, “I Sodi del Paretaio” della Fattoria Badia da Morrona di Terricciola.—
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