Il Tirreno

Pisa

Stop moschea, l’imam al sindaco: non ci avete nemmeno invitati qui

Danilo Renzullo
Stop moschea, l’imam al sindaco: non ci avete nemmeno invitati qui

Conti: la variante urbanistica vuole risolvere i problemi di viabilità di Porta a Lucca Khalil: abbiamo chiesto un’alternativa all’area e non ci avete mai risposto

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«L’obiettivo dell’amministrazione è impedire in ogni modo la costruzione della moschea». Mohammad Khalil, imam di Pisa, si presenta all’assemblea pubblica indetta dal Comune sulla variante urbanistica che interessa la zona destinata ad area di culto in via del Brennero nei panni di “ospite indesiderato”. Nessuno ha informato la comunità islamica di un incontro per discutere le decisioni della giunta e gli iter tecnici già in corso per trasformare l’area acquistata anni fa dalla comunità islamica per costruirci una moschea in un parcheggio, né rivolto un invito alla partecipazione. «Eppure - sottolinea Khalil - siamo i proprietari di quei terreni. Ci saremmo aspettati almeno una comunicazione, come la comunità invita l’amministrazione a tutte le sue iniziative, ed invece abbiamo appreso della convocazione dai giornali».

L’imam punta il dito contro la giunta e contro quella politica che, già in campagna elettorale, aveva promesso di cancellare quel progetto che la comunità islamica sta portando avanti da anni. Khalil sgrana gli occhi, puntati sempre verso il sindaco Michele Conti. Il primo cittadino ascolta in silenzio, affiancato dall’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli e dai tecnici comunali. Gli occhi del sindaco spesso cadono sullo schermo dello smartphone mentre l’invettiva di Khalil prosegue nell’irreale silenzio che avvolge la piccola sala del Ctp 5 che a stento riesce a contenere metà delle oltre cento persone accorse all’iniziativa.

«Da dieci anni, il venerdì (giorno di preghiera) ci riuniamo negli spazi del Cus, di fronte all’area acquistata per costruire la moschea e da oltre 25 anni siamo presenti con la nostra sede alle spalle del Comune - prosegue l’imam -. Non abbiamo mai provocato disagi. Abbiamo chiesto collaborazione, ma da voi mai un segnale - accusa Khalil rivolgendosi al primo cittadino -. Abbiamo chiesto un’alternativa a quell’area, ma non è arrivata nessuna risposta. Se in quella zona c’è un problema di parcheggi, perché non viene aperto il parcheggio a servizio del mercato di via Paparelli? Chiediamo risposte, ma il vostro obiettivo è solo impedire la costruzione della moschea in città».

Le uniche risposte pubbliche si fermano ai tecnicismi di una variante urbanistica in corso d’opera. «La “partecipazione” - sottolinea il sindaco - prevede questo iter. L’amministrazione rispetta le norme regionali. Lo scorso ottobre abbiamo dato avvio ad una variante urbanistica per risolvere parzialmente le criticità del quartiere legate a mobilità, parcheggi e spazi pubblici riportando la destinazione d’uso di quell’area prevista nella variante del 2009». Una laconica risposta che non soddisfa il rappresentante della comunità islamica che prima di abbandonare la sala rivolge un ultimo attacco al sindaco. «L’amministrazione - dice - dovrebbe avere un minimo di considerazione per una comunità perfettamente integrata. Da quarant’anni sono a Pisa e oggi mi sento dire “vai a casa tua”. La mia casa - conclude Khalil - è questa. I miei figli sono nati a Pisa e Pisa è la nostra casa». —



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