Il Tirreno

Pisa

«Spunta “fascismo” come parola chiave utilizzata da Ziello»

T. S.

L’accusa parte da due consiglieri di Bientina  Il deputato leghista grida alla “Fake news” 

2 MINUTI DI LETTURA





il caso

Edoardo Ziello, deputato leghista pisano, avrebbe utilizzato la parola “fascismo” per diffondere i post della sua pagina Facebook.

In particolare, quello in cui si commenta l’aggressione avvenuta sabato sera scorso ai danni di un ragazzo senegalese, a Pisa, da parte di due ragazzi in scooter che gli hanno tirato addosso della candeggina. Ma lui grida alla “fake news”.

La polemica nasce da due consiglieri comunali di Bientina, e lo scrive, su Facebook, anche il sindaco dello stesso comune, Dario Carmassi, denunciando la gravità del fatto. «Il deputato Ziello sponsorizza i suoi post usando la parola chiave fascismo», denunciano Matteo Ferretti e Alessia Santosuosso, consiglieri eletti in quota Pd nel gruppo di maggioranza “Uniti per Bientina”. «Andando a cliccare su “perché visualizzo questa inserzione” (nel post del ragazzo senagalese aggredito, ndr), Facebook spiega che il deputato “desidera raggiungere le persone interessate a fascismo”».

L’accusa è grave, ed è riconducibile a un sistema che Facebook offre ai titolari della pagine per diffondere velocemente, e a pagamento, le proprie inserzioni. L’utente può inserire alcuni “criteri di corrispondenza”, ovvero parole in grado di far vedere un determinato a post a tutte quelle persone legate in qualche modo a un termine specifico. Stando a quanto dichiarano i consiglieri comunali di Bientina, quindi, Ziello avrebbe inserito tra i “criteri di corrispondenza” anche “fascismo”. Ma il deputato della Lega si difende: «I criteri di corrispondenza - afferma Edoardo Ziello - non vengono inseriti da me, ma da persone che curano le pagine Facebook dei deputati leghisti. I termini chiave inseriti sono gli stessi per tutti. Si tratta di un fotomontaggio. È evidente». Ziello, inoltre, ha inviato al Tirreno le fotografie in cui si leggono i criteri di corrispondenza legati al post sull’aggressione al ragazzo senegalese avvenuta a Pisa. Sono decine: “Allenza Nazionale”, “Datori di lavoro”, “Silvio Berlusconi”, “Maurizio Gasparri”, “Esercito Italiano”, “Lega Nord”, “Destra” e molte altre. Ma non c’è “fascismo”.

Ora, maliziosamente si può pensare che il deputato, prima di inoltrare le foto, abbia cancellato “fascismo” dalle parole chiave. «Abbiamo un protocollo interno che regola la scelta dei termini da inserire nei criteri di corrispondenza per i post su Facebook – prosegue Ziello – fascismo non è una parola che utilizziamo». Poi conclude con una stoccata: «La sinistra si rassegni, ormai è all’opposizione. Inventarsi notizie con lo scopo di indebolirci non è corretto». —

T. S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa