Italia
Iniziato l’iter per l’esproprio
Urla, applausi e battibecchi all’ex circoscrizione 5 «Non siamo contrari in assoluto ma solo per quell’area» Dringoli: «Ci sono altri posti»
PISA. Urla, applausi e battibecchi. La piccola sala dell’ex circoscrizione 5 si trasforma in una piccola arena, “spaccata” in due fazioni, tra favorevoli e contrari alla realizzazione della moschea a Porta a Lucca. Consiglieri, assessori e residenti si “sfidano” a colpi di interventi, subissando di domande, richieste e precisazioni il sindaco Michele Conti e l’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli che lasciano spesso la parola ai tecnici comunali per le risposte. «Quell’area ha una serie di criticità che vanno risolte», esordisce il primo cittadino. «E per farlo, seppur parzialmente - prosegue – la riportiamo alla destinazione d’uso prevista dalla variante del 2009». Al posto della moschea, nelle intenzioni del Comune, l’area tra via del Brennero e via Chiarugi di proprietà della comunità islamica sarà destinata a parcheggio e verde pubblico.
«Ciò - spiega Dringoli - anche per mitigare l’impatto ambientale dovuto alla convergenza di varie arterie stradali nella zona. Questo era previsto dalla variante del 2009, non si capisce perché nel 2012 è stata adottata una variante prevedendo un edificio, in contrasto con quello previsto precedentemente per un’area già carente di servizi». Dopo “l’analisi” della scorsa settimana del collegio del paesaggio, che ha chiesto alla comunità islamica varie integrazioni, sono stati presentati i vincoli espropriativi e fino al 18 gennaio è possibile presentare le osservazioni.
Tecnicismi che non hanno convinto la maggior parte dei presenti, rappresentativi soprattutto di una vasta area politica di sinistra. Nella piccola sala anche consiglieri della maggioranza, del Movimento 5 Stelle, assessori e il deputato della Lega Edoardo Ziello. «È una decisione puramente politica», accusa la maggior parte dei presenti. «No - risponde l’altra parte della platea -. Non siamo contrari alla moschea, siamo contrari alla moschea in quell’area già congestionata da traffico ed altre attività». «Ci sono tanti altri posti della città destinati a luogo di culto - aggiunge l’assessore Dringoli - e se la comunità islamica vuole può “trasferire” la previsione di costruzione della moschea in altre zone della città».
Nessuna risposta alla richiesta di elencare i possibili luoghi alternativi. Tra le ipotesi non c’è nemmeno quella di un possibile “scambio” di terreni. L’amministrazione pagherà un indennizzo per l’esproprio e modificherà la destinazione d’uso di quell’area. «Non sono state individuate alternative da offrire alla comunità islamica - accusa l’ex assessore Dario Danti -. L’unico scopo è togliere la possibilità alla comunità islamica di costruire un luogo di culto, confermando quello annunciato anche durante la campagna elettorale e cioè che le elezioni sarebbero state anche un referendum sulla moschea». —
D.R.
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