Il Tirreno

Pisa

Colpito al volto con la candeggina: "Non so se farò denuncia"

Pietro Barghigiani
Il luogo dell'aggressione
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Il luogo dell'aggressione

Pisa: sentito dalla polizia il senegalese vittima del lancio. Le indagini si concentrano sui filmati nella zona di piazza Martiri della Libertà

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PISA. È stato sentito lunedì 14 gennaio negli uffici della questura dai poliziotti dell’anticrimine, il 34enne, senegalese raggiunto dal lancio di candeggina al volto sabato sera in un vicolo in zona piazza Martiri della Libertà. L’immigrato, che vive a Pisa da circa otto anni, ha raccontato l’episodio come aveva fatto domenica 13 al Tirreno. «Ho detto quello che mi è successo come ho fatto con voi – spiega all’uscita dalla questura l’ambulante –. Al momento non ho formalizzato la denuncia. Ci devo pensare, ma non è detto che la faccia. L’importante è che ora stia bene con gli occhi».

Gli investigatori stanno lavorando non solo sulle dichiarazioni dell’immigrato, ma anche su quelle del giovane italiano che intorno alle 22,30 in via Contessa Matilde è stato raggiunto dal solito lancio di liquido disinfettante. E gli autori erano sempre due ragazzi su uno scooter. Uno degli elementi di interesse riguarda la presenza di telecamere nella zona della Scuola Superiore Sant’Anna.

La targa dello scooter può essere rimasta impressa nei filmati che sono stati acquisiti dagli investigatori Da domenica gli agenti sono impegnati su questo fronte che al momento non porta sui terreni politici della xenofobia evidente. Al Tirreno il senegalese ha raccontato: «Ho provato a inseguirli, ma gli occhi mi bruciavano troppo.

Uno, quello che guidava, ha solo detto “Andiamo, andiamo”. Nessuna offesa o frasi contro di me. Non mi hanno detto niente né prima, né dopo il lancio. Di sicuro mi hanno aspettato. Sinceramente in bici a quell’ora non avevo fatto caso allo scooter. Quello che guidava ha rallentato, chi era dietro mi ha lanciato il liquido in faccia. Mi sono fermato. Ho cercato di voltarmi verso di loro mentre scappavano, ma non ce l’ho fatta a inseguirli. Sono spariti così, in pochi secondi. Non saprei riconoscerli, avevano il casco. In zona ci sono delle telecamere. Sono entrato in un pub che conosco e lì mi hanno aiutato. Poi sempre in bici sono andato al pronto soccorso». —

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