Sicurezza
Il Pd si sposta ancora a sinistra Zingaretti sfiora il 60 per cento
Primi risultati dei circoli al voto sulle mozioni per il segretario nazionale Le preferenze dei renziani divise tra Martina-Richetti e Giachetti-Ascani
PISA. Anche il Pd pisano si è messo in movimento nella stagione dei congressi, alla ricerca del nuovo leader e soprattutto di una linea per il rilancio dopo le grandi delusioni elettorali. I congressi di circolo sono cominciati questa settimana. I primi responsi locali sembrano molto favorevoli a Nicola Zingaretti, alfiere della sinistra del partito. I primi numeri vanno tutti in quella direzione: su 305 votanti, Zingaretti ha ricevuto 181 preferenze (59,3%), Martina 96 (31,5%, Giachetti 22 (7,2%), Boccia 3 (1%), Saladino 3 (1%), Corallo 0.
Il governatore del Lazio è il favorito a livello nazionale, a maggior ragione lo è sul territorio provinciale. Non si dimentichi che nel congresso per l’elezione del segretario regionale, ovvero la renziana Simona Bonafè, la realtà pisana si è espressa portando la vincitrice in sostanziale parità con Valerio Fabiani, candidato della sinistra Pd. In nessun’altra zona della Toscana si è assistito ad un testa a testa del genere. In effetti, l’indicazione è che alla fine il partito pisano vedrà spostare il suo asse verso sinistra in modo netto.
Questo perché dalla parte degli zingarettiani si stanno schierando anche esponenti che prima erano, pur critici, dell’area renziana. Uno su tutti l’ex deputato Federico Gelli, in guerra con Matteo Renzi dopo essere stato fatto fuori dalle candidature per il Parlamento in seguito al suo gran rifiuto di correre per la poltrona di sindaco di Pisa. Scegliendo Zingaretti, Gelli ha messo la sua bandierina nell’opzione più distante da Renzi. E non lo nasconde: «Insieme all’amico Paolo Gentiloni ho deciso di sostenere Nicola Zingaretti perché abbiamo bisogno di un Pd più largo ed accogliente per costruire un nuovo centrosinistra di nuovo vincente e soprattutto convincente per i tanti, troppi cittadini che si sono allontanati da noi in questi anni».
Gelli si è unito così agli orlandiani, primi sostenitori del governatore del Lazio, ed ai lettiani. Su questo fronte, in ambito pisano, si trovano quindi la leader della sinistra, la consigliera regionale Alessandra Nardini, ma anche l’altro consigliere regionale Andrea Pieroni, e poi i sindaci Sergio Di Maio (San Giuliano) e Simone Millozzi (Pontedera), gli ex assessori Andrea Ferrante ed Ylenia Zambito, l’attuale consigliera Olivia Picchi, fino al segretario provinciale Massimiliano Sonetti.
La sfida è soprattutto con i sostenitori della mozione Maurizio Martina-Matteo Richetti, il fronte principale in cui si sono ritrovati i renziani, anche se una parte preferisce invece il tandem Roberto Giachetti-Anna Ascani, mentre a livello nazionale la rosa delle candidature si completa con Francesco Boccia, Dario Corallo e Maria Saladino.
Per Martina, sul territorio stanno coordinando la mozione l’ex assessore Giuseppe Forte e Mario Iannella, già coordinatore della mozione Bonafè. Con loro una parte dei consiglieri comunali a Pisa, si fanno i nomi di Andrea Serfogli, Benedetta Di Gaddo e Maria Antonietta Scognamiglio, oltre all’ex assessore Sandra Capuzzi, al segretario cittadino Biagio Depresbiteris, ai sindaci Massimiliano Angori (Vecchiano, anche presidente della Provincia di Pisa), Renzo Macelloni (Peccioli) e Vittorio Gabbanini (San Miniato). Del gruppo anche il consigliere regionale Antonio Mazzeo. Un po’ di renziani sono invece favorevoli alla mozione Giachetti-Ascani: il coordinatore è Nicola Panattoni e tra quelli in prima fila spicca Michele Passarelli Lio, già amministratore della Sepi.
Il 3 marzo si terranno le primarie aperte, mentre il 17 marzo è convocata l’Assemblea nazionale dove verrà proclamato il nuovo segretario.
«Sì, sono già convinto anche l’asse si sposterà verso sinistra», conferma un esponente di punta del Pd locale. Spunta anche un pronostico: «Potrebbe finire 60-40 per Zingaretti». Infatti i primi numeri dicono che Zingaretti già sfiora il 60 e il resto va a tutti gli altri contendenti sommati. Comunque si confermano le divisioni ormai strutturate. Possibili riflessi locali? «Difficile, i candidati sindaci per i Comuni che andranno al voto in primavera sono stati scelti un po’ ovunque», si sente dire nelle stanze dei democratici. «Ci sarà il riposizionamento del gruppo dirigente. Vedremo poi, se vincerà Zingaretti a livello nazionale, quali saranno le sue mosse. Soprattutto per le candidature alle Europee». —
Francesco Loi
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