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Caso Ozmo, opere d’arte bucate con i chiodi

Caso Ozmo, opere d’arte bucate con i chiodi

Nannipieri critica l’allestimento della mostra a Pisa: «Imbarazzante. Pagano 7.000 euro per Sgarbi e poi questo è il livello»

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PISA. Opere d’arte letteralmente inchiodate al muro, allestite lungo le scale come se fossero le foto dell’ultima vacanza al mare e con percorsi indicati con “pizzini” appesi alla parete. Un occhio inesperto magari potrebbe passarci su. Quelli di Luca Nannipieri, critico d’arte, saggista oltre che ex assessore a Cascina, queste cose invece le vedono bene. Ed è basta una visita al Fortilizio e alla Torre Guelfa dove è in corso la mostra dedicata alle opere dello street artist Ozmo, al secolo Gionata Gesi, per aprire un “caso Ozmo” che ai contenuti propriamente artistici affianca anche quelli politici relativi alle queste dell’amministrazione comunale in carica in materia di promozione della cultura e dell’arte.. Lo sfogo sulla qualità, evidentemente considerata “bassa”, dell’allestimento della mostra, il critico d’arte lo affida ai social: «Ecco cosa succede - scrive sulla propria pagina Fb allegando alcune foto - quando, nell'arte, non si coinvolgono i professionisti: pressappochismo invece di cura e meticolosa attenzione ai dettagli. A Pisa una mostra su un artista talentuoso, Ozmo, si trasforma in un allestimento a dir poco imbarazzante. Pagano 7.000 euro per avere 20 minuti Vittorio Sgarbi e poi questo è il livello delle mostre istituzionali in città. Se fossi l'artista, che apprezzo, toglierei tutto». Ed ancora: «Dobbiamo esigere di più da chi istituzionalmente vuole ridurre la cultura ad un aspetto marginale, gestito dal volontariato e dallo spicciolame che rimane nei bilanci pubblici». Per finire con: «un artista capace non si merita questo».

Insomma da un lato il plauso per i contenuti della mostra, dall’altro al critica all’allestimento e, appunto, alle strategie di chi ha consentito che i chiodi bucassero le opere d’arte. Quegli stessi, dice Nannipieri, che in città hanno ospietato per 7000 euro un altro critico d’arte, Vittorio Sgarbi, per ragionare del murale di Kaith Haring. Una osservazione che sembra avere un unico destinatario, l’assessore Andrea Buscemi. Al quale non è la prima volta che Nannipieri si rivolge in maniera critica. E proprio in merito alle considerazioni su Haring che hanno portato in città Sgarbi. «Mi dispiace che Andrea - aveva detto al Tirreno Nannipieri riferendosi al Buscemi - abbia detto che sia inappropriato o inopportuno quel murale. È un po’ come se dicessi la stessa cosa delle opere di Molière. Ad ognuno il suo, insomma».

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Ad onor di cronaca va ricordato che “Ozmo, Every walls in town tells a story”, la mostra retrospettiva in corso alla Cittadella (fino al 3 febbraio, è curata da curata Gian Guido Maria Grassi e Alessandro Romanini con il progetto di allestimento dell’architetto Roberto Pasqualetti. La mostra è realizzata nell’ambito del progetto Start-Open your eyes, con il contributo del Comune, della Fondazione Pisa e la collaborazione dell’Università di Pisa, della Fondazione Palazzo Blu e del Consiglio Regionale della Toscana. —

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