Rifiuti, a Coltano è sempre emergenza Il Comune acquista le videocamere
Spunta anche la carcassa di una cassaforte smurata Bedini: «Contrasteremo il fenomeno con la tecnologia»
Una cassaforte, un mare di rifiuti e due telecamere di ultima generazione. Passato, presente e futuro di Pisa. I furbetti dei rifiuti presto avranno un nuovo nemico. Tecnologico e infallibile, che vigilerà attentamente sul territorio.
il ritrovo DEI LADRI
La pineta che costeggia la ferrovia, a ridosso dei binari, ha creato quasi un argine. Un dislivello di circa un metro e mezzo nascosto dalla vegetazione. Qui, al riparo da occhi indiscreti, qualcuno ha forzato una cassaforte e se ne è portato via il contenuto. È la seconda che viene ritrovata nella zona, dopo quella rimossa dal personale del Comune nelle scorse settimana. La carcassa è ancora a terra. Si vedono i resti della blindatura, che inizia a essere intaccata dalla ruggine. La pineta tra Coltano e Tombolo, a poche decine di metri dal cosiddetto “Villaggio delle case minime”, l’insediamento rom autorizzato di Coltano, diventa un “laboratorio” dei ladri. Casseforti smembrate e una distesa di scheletri di motorini, abilmente ripuliti di tutto ciò che può essere riutilizzato, magari venduto. I “resti” sono sparpagliati in mezzo alla vegetazione, ad inquinare e deturpare un luogo che dovrebbe essere lo specchio della natura, e che invece è una cartolina del degrado a pochi passi dalla città. Gli appelli, le iniziative, i controlli di istituzioni e associazioni non hanno fatto centro.
l’oasi dell’inciviltà
La sensazione, facendo lo slalom tra divani, materiale per l’edilizia e giocattoli abbandonati, è che qui la legge non riesca proprio ad attecchire. E neppure la civiltà. Perché per scaricare all’ombra dei pini marittimi chili e chili di rivestimenti per interni, barattoli di vernice e materiale elettrico non basta essere maleducati. Bisogna appartenere a un mondo parallelo, dove non esistono legami a tutto ciò che può essere definito “umano”. Un pianeta, purtroppo sempre più popolato, dove non c’è buon senso e non sono contemplati sentimenti. La pineta di Coltano, quindi, racchiude due sconfitte sociali. Da una parte la triste conferma che per molta, troppa, gente gli spazi naturali sono solo angoli nascosti in cui scaricare liberamente ciò che non serve più. Dall’altra c’è il racconto di un territorio in cui la criminalità ha ancora radici profonde. Tanto che ha preso possesso di più parti della città. Anche di quelle meno in vista, utilizzate come nascondiglio e cestino per i rimasugli dei vari colpi messi a segno. La pineta, intanto, piange a dirotto. Soffocata dai rifiuti.
TELECAMERE in arrivo
Si chiamano “e-killer” e rappresentano un sistema di videosorveglianza di ultimissima generazione. Telecamere in grado di attivarsi solamente nel momento in cui vedono qualcosa “muoversi” di fronte al loro obiettivo. E quando si attivano, oltre a iniziare la registrazione, inviano una mail avvertendo che qualcosa sta accadendo e che loro lo stanno filmando. Il Comune di Pisa ne acquisterà due e le utilizzerà proprio nella lotta all’abbandono dei rifiuti. In questi giorni dei rappresentanti dell’azienda che commercia i dispositivi hanno incontrato l’assessore all’ambiente Filippo Bedini: «Installeremo la cartellonistica per informare i cittadini che l’area è videosorvegliata. Lo faremo in tutte le zone della città che intendiamo controllare col nuovo sistema, che è mobile e che quindi può essere adottato per periodi più o meno lunghi in varie zone del territorio, e che sarà attivo dall’estate». Anche la zona di Coltano sarà tra quelle monitorate da “e-killer”: «Abbiamo ripulito un tratto di via dell’Idrovora, ma nel punto in cui si trova la discarica possiamo intervenire solo dopo aver parlato con il presidente del Parco di San Rossore, Giovanni Maffei Cardellini, che dovrà occuparsi di ripristinare il fosso tra la strada e la ferrovia – spiega Bedini – coperto per far passare i mezzi pesanti ai tempi dei lavori alla linea ferroviaria ma che ora favorisce il transito di auto e camion che vanno a scaricare in pineta». A proposito di telecamere, tra gli obiettivi di Bedini c’è anche quello di ripristinare quelle installate lungo la pineta in via dell’Idrovora per controllare gli accessi alla strada e quindi riconoscere le targhe di eventuali auto cariche di rifiuti da scaricare illecitamente, oggi spente per dei guasti che non sono mai stati risolti. —
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