Italia
Decine di auto danneggiate, confessa l’autore del raid vandalico
Dopo l’arresto il giovane ha ammesso la rottura dei finestrini. Era ferito e addosso aveva occhiali riconosciuti dai derubati
PISA. L’intuito di un maresciallo abituato a memorizzare nomi e volti è stato il primo guizzo.. Lo sguardo attento a chi bazzica il centro ha chiuso il caso.
Senza tante ombre perché una volta fermato Amor Ben Youssef (nella foto sopra insieme ad una delle auto danneggiate) ha ammesso di essere l’autore di una serie di atti vandalici contro le auto nella notte tra martedì e mercoledì.
Aveva ancora tracce di sangue addosso, piccole ferite provocate al momento di sporgersi dentro gli abitacoli una volta frantumati i finestrini. E poi i carabinieri gli hanno trovato un paio di occhiali riconosciuti dal proprietario tra quelli rubati.
A suo carico è stato eseguito un fermo di indiziato di delitto per furto aggravato e danneggiamento da parte del magistrato Giovanni Porpora. Da giovedì sera si trova al Don Bosco e nei prossimi giorni si terrà l’udienza di convalida davanti al gip.
Origine marocchina, 27 anni compiuti il 28 dicembre, Youssef, abita con precarietà a Pisa dopo aver vissuto a Calci. Sul suo profilo Facebook scrive di lavorare come aiuto pasticciere.
Una vita con qualche inciampo sul codice penale, Youssef è stato fermato in centro tra Corso Italia e piazza Gambacorti da una pattuglia dei carabinieri del nucleo radiomobile.
Addosso aveva oggetti che gli investigatori ritengono siano stati rubati nelle auto.
Quelle ferite alle braccia e al collo hanno dato consistenza a un’ipotesi nata grazie al controllo certosino delle telecamere che hanno raccontato con decine di video il percorso vandalico di una notte di follia.
Un sottufficiale dell’Arma che conosceva il marocchino per i suoi trascorsi di strada ha colto alcuni dettaglio, soprattutto nell’andatura caracollante del giovane.
Qualche fermo immagine e uno zoom sul volto, anche se coperto dal cappuccio della felpa, hanno portato l’investigatore a mettere insieme indizi sufficienti per dare la caccia a Youssef.
Lo cercavano da ora quando in serata la pattuglia lo ha incrociato in centro.
Lo hanno avvicinato e lui si è lasciato controllare. Quando gli hanno detto che lo avrebbero arrestato per i raid contro decine di auto non ha provato a difendersi. Anzi, ha ammesso le sue responsabilità. Gli inquirenti, tuttavia, sono convinti che non sia stato l’unico artefice di una notte di follia che ha provocato danni per migliaia di euro.
Un’incursione da sbandato che dalla zona dell’aeroporto è arrivata fino a Santa Marta. Finestrini rotti per rubare spiccioli e occhiali.
Altro non c’era nelle macchine ritrovate dai proprietari mercoledì mattina vandalizzate con i cristalli sparsi sull’asfalto.
L’ammissione di Youssef è già di per sé sufficiente per chiudere la vicenda. Ci sono poi le tracce di sangue trovate sui vetri frantumati da comparare eventualmente con il dna dell’arrestato se proprio si volesse esaurire ogni scrupolo investigativo. Le ricerche da parte di polizia e carabinieri proseguono per capire se oltre al 27enne siano ancora in circolazione altri autori del raid.
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