Sicurezza
Medico in coma a 36 anni dopo l'incidente, la responsabile farà volontariato
Pisa, una studentessa ha ottenuto la messa alla prova per sei mesi alla Misericordia. Al volante di un’auto tamponò una macchina che a sua volta centrò il pedone, una dottoressa di Prato
PISA. Sei mesi a fare volontariato alla Misericordia. Se non ci saranno rilievi, alla fine del percorso di recupero il reato di cui è accusata sarà estinto. Cancellato per sempre. Quella che non sarà rimossa è la condizione di coma irreversibile in cui si trova da quasi un anno e mezzo la vittima di un incidente causato dalla studentessa universitaria di 22 anni che era alla guida dell’auto e che ha ottenuto la messa alla prova dal gip Giulio Cesare Cipolletta per il reato di lesioni stradali gravissime.
Con il parere favorevole del pm Giovanni Porpora, il gip, esaminato il programma presentato dalla difesa dell’indagata, l’avvocato Francesca Zuccoli, ha autorizzato l’istituto giuridico che sospende il procedimento e impone all’indagato un programma di lavori di pubblica utilità al termine dei quali, se l’esito è positivo, il reato si estingue. Presente in aula con l’avvocato Letizia Ferri anche la parte offesa di un caso che per dinamica ed effetti è un condensato di sfortune al cubo.
La persona in coma dal 20 agosto 2017 è una dottoressa di 36 anni di Prato, specializzanda in malattie infettive all’ospedale di Cisanello sotto la guida del dirigente, il professor Francesco Menichetti. All’epoca abitava a Pisa per ragioni di lavoro. Ora la dottoressa (omettiamo il nome per le sue condizioni di salute, ndr) sopravvive attaccata ai macchinari in quella zona sospesa in cui il risveglio non è contemplato. Non ci sarà un processo per quell’incidente assurdo con una vittima condannata a vita in un letto d’ospedale scollegata dal mondo.
Erano le 20,30 del 20 agosto 2017 quando in via Bargagna la dottoressa stava per attraversare la strada. Un’auto si era fermata per farla passare. Un’altra macchina era arrivata da dietro e l’aveva tamponata innescando un effetto domino di cui fece le spese la donna centrata dall’auto vicina alle strisce zebrate. Cadde picchiando la testa sull’asfalto con la nuca. Un trauma cranico devastante. Un tamponamento banale per gli effetti tra le due macchine che si è trasformato in dramma per le conseguenze sul pedone colpito di rimbalzo. Ricoverato in neurorianimazione, il medico per due volte è stato operato alla testa. La sua vita si è fermata quella sera, senza riprendere conoscenza.
A fermarsi per farla passare era stato un pensionato alla guida di una Hyundai Jazz. Il pedone si era assicurato che l’auto avesse arrestato la marcia prima di incamminarsi verso il centro della strada. Quando era arrivata all’altezza della Jazz era stata travolta e scaraventata a terra dall’utilitaria. Era successo un qualcosa da primato della malasorte. Contro la sua volontà il conducente l’aveva investita dopo essere stato tamponato da una Volkswagen Up. Al volante c’era la giovane che non si era accorta dell’auto ferma in prossimità delle strisce. Una distrazione fatale, per chi ne subì gli effetti, a cui la legge dà ora la possibilità di rimediare facendo volontariato anche sulle ambulanze.
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