Sicurezza
In carcere altri due spacciatori del gruppo liberato a dicembre
pisa. Ritornano su piazza. E trovano la polizia ad aspettarli. Ieri altri due arrestati nell’operazione antidroga “Cavalieri 2018” e poi rimessi in libertà con il divieto di dimora in provincia di Pisa, sono stati rintracciati dalla polizia e portati al Don Bosco per l’aggravamento della misura cautelare.
Il primo, un palestinese, ha fatto di tutto per attirare un’attenzione che alla fine gli si è rivoltata contro. È entrato all’Ovs in Corso Italia con l’obiettivo di comprare capi di abbigliamento senza passare alla cassa nonostante il periodo dei saldi. L’addetto alla sicurezza, occhio vigile e fisico palestrato, l’ha notato sia negli spostamenti poco genuini tra gli scaffali che al momento di allontanarsi. E quando gli si è avvicinato solo per chiedergli conto di quello che stava facendo dopo aver capito che se ne sarebbe andato con la refurtiva ha subìto la reazione dell’immigrato. Si è scatenato sciorinando una serie di strumenti per minacciare il vigilante. Nell’ordine ha tirato fuori un paio di forbici, poi una bomboletta spray, quindi, ha preso un estintore. Non contento ha divelto la staffa di sostegno dell’estintore. Non ancora placato ha tolto un piccolo quadro dal muro per rompere il vetro e puntarlo contro l’addetto. Tutte reazioni concluse in ripetuti fallimenti per la professionalità dell’operatore nel neutralizzare gli attacchi del ladruncolo. Nel frattempo è stato chiamato il 113 che ha inviato sul posto una volante del pronto intervento coordinato da commissario capo Fabrizio Valerio Nocita. Alla vista degli agenti, il palestinese, colpito da divieto di dimora in provincia, si è arreso e in silenzio ha seguito i poliziotti in questura e poi in carcere per il reato di rapina impropria aggravata e soprattutto per la violazione della misura cautelare.
Il secondo fermato in giornata dei 22 fermati dalla squadra mobile guidata da Rita Sverdigliozzi, che poi venne rimesso in libertà nell’operazione “Cavalieri 2018”. È un tunisino di 29 anni portato al Don Bosco. Dall’onorevole Edoardo Ziello (Lega) arriva il plauso «alla squadra mobile della questura. Dopo essere stato rintracciato nuovamente alla stazione ferroviaria dagli agenti, è stato arrestato e condotto nel carcere Don Bosco per non aver rispettato la misura cautelare. Stavolta ci marcisce» —
P.B.
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