Sicurezza
Due mesi per decidere la data delle elezioni del nuovo direttore
Per la prima volta la prestigiosa istituzione si trova ad affrontare una situazione simile
il dopo barone
L’aria che tira il giorno dopo le dimissioni “storiche” è pesante. Un misto di rabbia, delusione e voglia di replicare sia alle parole dell’ormai ex direttore della scuola Normale superiore di Pisa, sia - ancora di più forse - a chi attribuisce alle ingerenze della politica scelte che, al contrario, la storica istituzione cittadina ritiene di aver fatto “in autonomia”. Non piace l’accostamento che parte dell’opinione pubblica ha fatto tra sfiducia a Vincenzo Barone - appoggiata dalla stragrande maggioranza delle componenti della Normale - e la presa di posizione della Lega pisana schierata a difendere la “pisanità” nella scuola. Quella stessa pisanità usata come arma anche internamente contro il progetto di clonazione della Scuola Normale a Napoli “colpevole” di non essere stato comunicato a sufficienza. Con la conseguenza che in 208 anni di scuola per la prima volta un direttore si dimette dopo averne chiesto la sfiducia, per la prima volta un progetto della scuola viene modificato in sede ministeriale su richiesta della politica locale, e forse la prima volta qualcuno si interroga sulla governance della Normale e sulla difficoltà avuta in questa caso a gestire la vicenda in piena autonomia.
Tutti temi di riflessione per la scuola chiamata ora a votare il successore di Barone. Che potrà essere un docente ordinario della Normale o di un’altra università (come è stato, per altro, fino agli anni Settata, prima della riforma dello statuto della Normale).
Il reggente della scuola, il professor Andrea Giardina ha due mesi di tempo per indicare la data delle elezioni. Tutte le componenti della scuola sono chiamate a votare ma ciascuna ha un diverso “peso” elettorale: vale uno il voto di ciascun professore (in tutto sono 43) mentre sono previste “quote” differenti per il voto dei ricercatori (il 15% dei professori di ruolo) e per quello degli studenti e del personale tecnico amministrativo (10%). Per candidarsi basta inviare una mail e allegare il proprio curriculum. L’unica certezza? Non ci saranno mandati “bis” perché si può essere direttore della Normale solo una volta nella vita. —
V.L.
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