Sicurezza
Masini denuncia il freddo a scuola Di Maio replica
“Il Comune tra la gente” parla del sistema di riscaldamento della scuola elementare Pascoli Il sindaco spiega che la caldaia è accesa 22 ore al giorno
SAN GIULIANO TERME. Quando la campagna elettorale viaggia sul filo del...termometro. Le elezioni all’orizzonte scatenano la polemica. Su qualsiasi cosa.
Ieri l’oggetto della contesa, a San Giuliano Terme, si è presentato sotto forma di caldaia. Quella che regola il riscaldamento nella scuola elementare Pascoli, in via M. L. King. La neonata associazione “Il Comune fra la Gente” con una nota ha attaccato la giunta del sindaco Sergio Di Maio: «La maggior parte dei bambini in classe deve restare con i giubbotti per il freddo. Questa problematica va avanti da inizio anno a causa di una caldaia vetusta che non riesce a riscaldare per intero l’edificio scolastico sangiulianese – dice uno dei soci fondatori dell’associazione, Marcello Masini – inoltre i nostri ragazzi sempre per il freddo sono costretti a fare merenda in classe e usano in maniera molto ridotta la palestra. Il sindaco, invece di proporre e cercare di far approvare nuovi investimenti come quello della modernizzazione delle fonti energetiche che ricadrebbe, visto l’importo elevato (si parla di 860. 000 mila euro per 25 anni), sulle tasche delle famiglie, dovrebbe sostituire la caldaia attuale della scuola ».
Masini, dunque, scaglia la prima pietra. E il dibattito s’incendia. La risposta di Di Maio arriva subito.
«Dispiace constatare come l’associazione strumentalizzi in maniera così grossolana un tema serio sul quale, come amministrazione, ci siamo mossi per prevenire situazioni del genere».
Di Maio, poi, entra nel merito: «La caldaia della Pascoli, seppur vetusta, è accesa 22 ore su 24: il fatto a cui l’associazione si riferisce riguarda il termostato, che non è arrivato subito a temperatura e di questo, certo, ci scusiamo. L’associazione non si cura, però, di sapere che il canone di 864mila euro per il progetto di riqualificazione relativo all’illuminazione e al riscaldamento degli edifici comunali, quindi anche le scuole, sarà un vantaggio per la collettività, dal momento che adesso ne paghiamo 974mila. Oltre al risparmio, avremo inclusi nel canone la manutenzione, investimenti, servizi migliori e, per esempio, il telecontrollo per i termostati da portare a temperatura, scongiurando disguidi come quello citato». —
T.S.
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