Gioco
Certosa invisitabile L’associazione chiede aiuto al Fai nazionale
I promotori della raccolta firme che consenti il finanziamento dei lavori del Chiostro preoccupati e delusi per il taglio delle aperture
calci. «Dopo tutto il lavoro fatto per promuovere la Certosa questa per me è una grande delusione». È stato questo il primo commento di Fabiola Franchi, la promotrice e referente dell’Associazione Amici della Certosa di Calci che nel 2014 ha dato vita, conquistando il primo posto, alla raccolta di firme con il Fai per “I luoghi del cuore” che ha consentito di finanziare e portare a compimento il recupero di una parte dello storico e preziosissimo complesso monumentale.
La delusione è, ovviamente, quella relativa al taglio ulteriore degli orari di apertura della Certosa monumentale gestita dal Polo museale toscano e dal Mibact. Taglio reso inevitabile dalla riduzione del personale in servizio a Calci. Basta una malattia improvvisa per far saltare un’intera giornata di visite.
«La separazione tra Soprintendenza che si occupa di conservazione e il Polo Museale che si occupa della valorizzazione del bene – prosegue Franchi – poteva e doveva essere un incentivo affinché la Certosa fosse conosciuta maggiormente. Invece si regredisce. Il lavoro, la fatica e l’impegno dei cittadini con le firme del 2014 viene in parte mortificato dalle lungaggini amministrative per rimpiazzare il personale. Non conto niente, ma come posso mi farò sentire». Questa la promessa di Franchi che con le persone che animano l’associazione ha deciso di coinvolgere il Fai nazionale «che molto ha fatto per la Certosa grazie prima di tutto all’impegno di tanti cittadini».
Franchi conferma come l’attuale organizzazione delle aperture sia decisamente lontana da quello che un turista si attende di trovare: «Il sito dove si possono andare a verificare i giorni di apertura e chiusura talvolta non è aggiornato – racconta – e può capitare che una malattia improvvisa di un dipendente imponga una chiusura non preventivata. E così, come è successo già in passato, possono esserci turisti che arrivano da fuori proprio per vedere la certosa ma non riescono a farlo. L’associazione, che si occupa anche di promozione del territorio, punterebbe invece a far conoscere questo gioiello il più possibile. E devo dire che la situazione attuale ci demoralizza anche rispetto alla campagna che avevamo avviato per trovare le risorse necessarie al restauro degli affreschi dell’antica farmacia». –
V. L.
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