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verso le elezioni 

Cecchelli (Pd) scatenato: «La politica non è un gioco con le ruspine»

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SAN GIULIANO TERME. «Excusatio non petita, accusatio manifesta» (Chi si scusa si accusa).

Interviene con una battuta il segretario del PD di San Giuliano Terme, Matteo Cecchelli, dopo l’intervista rilasciata al Tirreno dell’assessora cascinese e onorevole della Lega Donatella Legnaioli, che ha scongiurato una frizione nel centrodestra riguardo la scelta del candidato in vista delle prossime elezioni, pur precisando che sarà la Lega a guidare la discussione, in qualità di primo partito del centrodestra, sulla base dei risultati delle ultime elezioni politiche.

«La realtà è un’altra. A San Giuliano Terme esiste un centrodestra diviso - dice Cecchelli - in consiglio comunale ci sono tre gruppi consiliari e la Lega sarebbe il quarto poiché non è in consiglio. Sono nate altre liste civiche di centro destra in questi giorni (Cittadini per San Giuliano Terme di Elisabetta Mazzarri e Il Comune tra la gente di Marcello Masini) che tenteranno la strategia dell’apparentamento a un eventuale ballottaggio in cambio di un posto in giunta».

Cecchelli prosegue: «Più che unità del centrodestra mi sembra una selva oscura. Il centrodestra a San Giuliano Terme ha il suo candidato, che però alla Lega non piace. Vedremo se sarà dato credito a chi lavora da anni sul territorio o se punteranno a una candidatura prepotente calata dall’alto che col territorio non ha niente a che fare. Legnaioli accusa il sindaco Di Maio di “essersi dato da fare solo negli ultimi tempi”, mi viene da ridere, strano che l’assessora cascinese faccia queste affermazioni, vuol dire che non sa come funziona un’amministrazione. Forse – conclude Cecchelli – dovrebbe stare di più in comune a lavorare per i cittadini di Cascina invece di sommare tre ruoli su di sé (assessora, parlamentare e commissaria politica) e non farne bene nemmeno uno. La politica non è improvvisazione o giocare con le ruspine. E se poi fosse vera la sua teoria, a Cascina sarebbero messi male visto che dopo tre anni non hanno fatto nulla e nei prossimi due sarebbero “solo cose fatte negli ultimi tempi”». —



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