Sicurezza
Arriva l’influenza ed è subito “pienone” al pronto soccorso
Ma il personale, denuncia il sindacato Nursind, non è abbastanza «Pazienti sistemati nei corridoi e la situazione è destinata a peggiorare»
PISA. Una trentina di pazienti sparsi per i corridoi del pronto soccorso a causa del primo picco influenzale. Lo denuncia il sindacato degli infermieri Nusind. «La situazione peggiorerà anche a causa dei pochi infermieri destinati all’assistenza domiciliare, che sono solo 20 per oltre 600 pazienti», dice Daniele Carbocci del Nursind.
L’influenza colpisce in maniera più dura anziani fragili o con altre patologie in corso, pazienti che spesso potrebbero evitare il pronto soccorso se venissero assistiti a casa.
«Peccato che sono solo 20 gli infermieri preposti a questo servizio che dovrebbe coprire un’area vastissima: Pisa, Marina, Tirrenia, Calambrone, Rigliore, Coltano fino al confine con Stagno», continua il sindacalista. I 30 pazienti sparsi nei corridori del pronto soccorso – secondo il Nursind – rappresentano un carico aggiuntivo per il personale infermieristico «che deve farsi in quattro per garantire l’assistenza necessaria». Nel mirino del Nursind ci sono sia l’Aoup (azienda ospedaliera) per le problematiche legate al pronto soccorso che la Asl Nord Ovest per l’assistenza domiciliare. «L’Aoup non è riuscita – prosegue il sindacato – a risolvere i problemi organizzativi che periodicamente porta all’onore delle cronache il pronto soccorso di Cisanello. Senza dubbio non basta aver aperto una struttura “provvisoria” con 12 posti letto di ricovero – peraltro gestita con personale infermieristico in orario straordinario – per far fronte a una evidente carenza di posti letto in particolare di medicina».
La Aoup risponde: «Sono stati aperti da dicembre 12 posti letto di area medica al Santa Chiara, a cui sono state assegnate risorse infermieristiche assunte temporaneamente come lavoratori interinali, che rimarranno aperti fino a febbraio. Inoltre è stata attivata un’area da ulteriori 12 posti letto, al pronto soccorso, dove vengono temporaneamente assistiti i pazienti già destinati a un ricovero, in attesa che si liberi il posto letto. A questi si aggiungano i sei posti letto dell’area delle dimissioni, trasformati in posti letto ordinari e i 4 posti letto riaperti nella medicina d’urgenza e pronto soccorso ospedaliera».
Non resta che agire sul fronte dell’assistenza domiciliare. «Le scelte fatte non vanno nella direzione di implementare il servizio territoriale», dicono dal Nursind. Peraltro, con le dimissioni precoci che avvengono per liberare i posti letto negli ospedali, il numero di pazienti da assistere a domicilio sta costantemente aumentando. La Asl, però, fa sapere che «non si ravvisano carenze di personale». La Aoup precisa che sono state siglate convenzioni con il così chiamato Ospedalino di Navacchio dove i pazienti dimessi possono ricevere le cure prima di far ritorno a casa. Il Nursind però non vede una situazione risolvibile se non quella di imboccare la via dell’aumento di risorse umane nell’area pisana. —
Carlo Venturini
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