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Scuola Normale, Barone presenta le dimissioni

Scuola Normale, Barone presenta le dimissioni

Pisa, il direttore ha protocollato la decisione prima della seduta del Senato Accademico. Fatale la bufera che si è scatenata sul suo progetto di “clonazione” della Scuola al sud, con partner l’Università Federico II di Napoli

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PISA. Il direttore della Normale di Pisa, Vincenzo Barone, si è presenta dimissionario alla seduta del Senato accademico in programma mercoledì 9. Le dimissioni irrevocabili del professore sono già al protocollo della Scuola.

La decisione è maturata nella notte dopo che nel pomeriggio di martedì 8 Barone aveva annunciato che avrebbe valutato come comportarsi solo dopo aver appreso, nel corso del Senato accademico, i termini della mozione di sfiducia presentata dagli studenti.

IL FLOP DELLA SCUOLA AL SUD

Il direttore della Normale era con le spalle al muro dopo la bufera che si è scatenata sul suo progetto di “clonazione” della Scuola al sud, con partner l’Università Federico II di Napoli. Poi lo stop dopo l’intervento del sindaco di Pisa Michele Conti e del deputato Edoardo Ziello, entrambi della Lega, che avevano accusato Barone di voler togliere centralità, prestigio e risorse alla città che da 208 anni ospita la sede di una delle maggiori scuole d’eccellenza di sempre. Nel frattempo il ministero ha confermato la sperimentazione triennale (con stanziamento di 50 milioni di euro), ma senza utilizzo del “brand” Normale.

Questa comunque è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso del malcontento che già serpeggiava nella Scuola nei confronti di Barone, con la rivolta degli studenti («scarsa trasparenza e poco rispetto degli organismi») e la mozione di sfiducia. Il direttore della Normale ha fatto ogni mossa per scongiurare questo passaggio formale nel Senato Accademico. Ha chiesto, e sperato, che all’ordine del giorno ci fosse subito una sua comunicazione. Un testo l’aveva anche preparato. Si sarebbe concluso con la disponibilità a fare un passo indietro. Invece, per regolamento, la mozione di sfiducia deve essere discussa. 

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BARONE: "IL PROGETTO ERA NEL MIO PROGRAMMA"

Confermando le sue dimissioni da direttore della Normale di Pisa, Vincenzo Barone dice: "Non ho nulla da commentare, d'ora in avanti penserò un po' di più alla mia salute". Anche i suoi fedelissimi devono averlo convinto che la battaglia era ormai persa e un ulteriore muro contro muro, dicono in molti a Palazzo della Carovana, avrebbe solo "ulteriormente danneggiato l'immagine della Normale e anche quella dello stesso direttore"

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Nella lettera di dimissioni recapitata al Senato accademica, il direttore della Normale ricorda che il progetto di una "Normale al Sud ha sempre fatto parte del mio programma di mandato". "La scuola così costruita - spiega Barone - doveva poi poggiarsi interamente sulle proprie gambe e camminare da sola: la Scuola Normale Superiore di Pisa doveva solo essere il miglior 'incubatore' possibile. Già l'articolo di legge approvato alla Camera non corrispondeva esattamente a questo progetto, ma, soprattutto, la versione finale approvata il 30 dicembre scorso rappresenta un completo stravolgimento dell'idea iniziale, ricondotta all'ennesima scuola locale, filiazione di un'università madre e senza nessuna autonomia".

Infine, Barone sottolinea che "la mozione di sfiducia al direttore è stata introdotta da me per la prima volta nello statuto della scuola" ma segnala con amarezza "l'accelerazione inusuale dell'insoddisfazione generale, peraltro durante una mia assenza per malattia".

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