Sicurezza
Ucciso da un attacco di cuore l’imprenditore Roberto Mazzoni
Il titolare della Pisanpack colpito da un malore improvviso alle 4 del mattino Una delle figlie: «Non ce lo spieghiamo, mai avuto problemi di salute»
pisa. Quel dolore insistente al petto lo aveva costretto a svegliarsi. Respiro affannoso, l’idea che potesse essere una cena non digerita. La richiesta di aiuto, ma il cuore si ferma e anticipa nel suo epilogo fatale, rendendolo inutile, qualunque soccorso.
Un infarto improvviso si è portato via Roberto Mazzoni, un imprenditore che ha fatto la storia del commercio pisano con l’attività Pisanpack in via Puccini a Ghezzano. Aveva 76 anni. Il dramma è avvenuto nella sua abitazione alle 4 del mattino a San Lorenzo alle Corti.
La compagna ha dato l’allarme e in pochi attimi sono accorsi anche i figli. Nel frattempo dalla centrale operativa del 118 è stata inviata un’ambulanza arrivata quando Mazzoni era ormai senza vita. Un decesso tanto imprevisto quanto devastante per i familiari. Dalla convivente ai figli Luca, Barbara e Valentina, tutti impiegati nell’azienda di famiglia che andrà avanti nel ricordo del padre.
«Ha accusato un dolore al petto, lì per lì pensava a un problema di stomaco – spiega la figlia Valentina –. Prima che arrivassero i soccorsi era già morto. Papà non aveva patologie particolari, né ci sono state avvisaglie nei giorni precedenti. Mai sofferto di problemi di cuore. È stata davvero una cosa improvvisa che non ci sappiamo spiegare».
Incasellare Mazzoni solo come commerciante sarebbe riduttivo. Era un amante della vita alla perenne ricerca di emozioni e proposte da offrire a una clientela che per generazioni ha associato il nome dei Mazzoni (il padre Vasco fu un pioniere) al mondo del commercio e anche dello sport.
Era stato maestro di arti marziali, ma anche presidente di una società di calcio locale. Fu tra i primi a capire l’importanza della pubblicità in un settore dove spesso chi non compare scompare. E lo aveva fatto mettendoci la faccia. Numerosi gli spot in cui lo si poteva vedere nel ruolo di protagonista a fare da Cicerone tra gli scaffali del negozio di cartoleria, cancelleria, giocattoli e regali.
L’attività proseguirà con i tre figli che da tempo erano in azienda, ciascuno con la sua responsabilità e lui, il patriarca con il cervello in fibrillazione, a fare da supervisore.
«Era una persona estroversa, sicuramente un vulcano di idee e di creatività – è il ricordo della figlia –. Una grandissima esperienza sia nel commercio che nello sport. A dispetto dell’anagrafe era lui quello giovane con quell’attivismo spinto sempre al massimo. Era lui il pilastro portante di tutti e dell’azienda».
La ditta, nata nel 1962 con il nome di “Mazzoni Vasco e Roberto” , inizia la sua avventura commercializzando carta per alimenti e imballi. Nel 1975 il trasferimento a Ghezzano in un grande capannone con il nome di Pisancarta. È l’inizio di un effetto calamita nel settore per gli esercenti pisani e livornesi. È il 1996 quando Pisancarta si trasforma in Pisanpack.
«La nuova società decide di affiancare all’attività originaria, prevalentemente incentrata nella vendita all’ingrosso, anche la vendita al dettaglio forte di una nuova superficie espositiva di 1000 mq – è la storia dell’azienda –. Con il trascorrere degli anni, Pisanpack si specializza sempre più nella vendita degli accessori per party, sia in carta che in plastica, mettendo a disposizione dei suoi clienti un vastissimo assortimento di addobbi, decorazioni e gadget».
Pisanpack è stata insignita nel marzo 2003 dal governo del premio “Il mercurio d’oro” come riconoscimento per aver lavorato con impegno e serietà accrescendo la propria immagine sul mercato. —
Pietro Barghigiani
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