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Pisa

studenti arrabbiati 

«Laboratori troppo piccoli e senza materiali»

L.M.
«Laboratori troppo piccoli e senza materiali»

Riaprono le scuole ma la protesta degli alunni del Russoli, dopo l’occupazione di dicembre, non si ferma

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pisa. Gli studenti del Liceo Artistico Russoli di Pisa stamani tornano a fare lezione regolarmente. La pausa natalizia ha “interrotto” l’occupazione che gli alunni e le alunne dell’istituto avevano cominciato proprio poco prima di Natale (dal 18 al 22 dicembre). Ma il ritorno alla normalità, in termini di lezioni scolastiche, non significa la soluzione ai problemi all’origine della protesta.

L’idea di occupare, spiegano gli alunni della scuola pisana, si lega al movimento di protesta nazionale degli studenti medi: «tutto è partito da Roma. Noi ci siamo collegati all’onda. Siamo l’unico istituto pisano che ha occupato, anche se tutto ha avuto inizio a livello provinciale».

«Una delle motivazioni che più ci ha spinti a occupare - spiegano i ragazzi - è quella della mancanza di materiale nella scuola. Ci ritroviamo ad andare nei laboratori senza poter lavorare anche per alcuni mesi. Chiaro esempio ne è quello di scultura. La creta è arrivata a fine novembre, perciò per due mesi e mezzo siamo stati in qualche modo bloccati. Altro problema è quello dello spazio. I laboratori sono troppo piccoli per contenerci tutti. Deve essere fatto qualcosa al riguardo. Una delle altre motivazioni che ci ha spinti ad occupare è legata alla nostra sede di Cascina. Sono tre anni che il tetto è pericolante, perciò hanno bloccato mezza scuola, facendo restare aperte solamente tre aule, mentre le restanti sono utilizzate dagli studenti del Pesenti. Sono tre anni che ci dicono di aspettare, ma noi non possiamo più farlo».

L’attenzione degli studenti è poi rivolta a numerose questioni cittadine, a cominciare dalla politica delle ordinanze messa in atto dall’amministrazione Conti. «La nostra protesta è legata anche alle nuove ordinanze del Comune di Pisa. Una delle piazze in cui non ci si può sedere e mangiare è Piazza Dante Alighieri, oltre che Piazza dei Cavalieri - dicono i ragazzi - . Noi passiamo molto tempo in questi due luoghi. Continuiamo a mangiare nelle piazze e facciamo ciò che abbiamo sempre fatto, ma ovviamente non possiamo stare zitti dopo queste ordinanze». Motivo di contestazione, infine, anche «il fatto che Pisa sia uscita dal progetto “Ready”, una tematica, quella del contrasto delle discriminazioni, invece sulla quale la nostra scuola insiste molto». Tra le altre motivazioni delle contestazioni delle ultime settimane i continui tagli all’istruzione, il decreto ‘Scuole sicure’ e la mancanza di soldi destinati all’alternanza scuola lavoro. — L.M.

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