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Il Pd con Benotto contro la Lega

L.M.
Il Pd con Benotto contro la Lega

Il consigliere regionale Mazzeo se la prende con chi  «alimenta la tensione sociale per proprio tornaconto»

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pisa. Prese di posizione che vanno nella direzione di «alimentare la tensione sociale per il proprio tornaconto» e che anzichè rendere merito per il lavoro svolto usano «un linguaggio irriverente e intriso di odio perfino verso esponenti del mondo del volontariato locale, dal presidente della Croce Rossa al direttore della Caritas arrivando fino al vescovo di San Miniato». Un linguaggio «che trovo inaccettabile». Commenta così Antonio Mazzeo, consigliere regionale del Pd, l’ultimo braccio di ferro tra l’arcivescovo di Pisa, Giovanni Paolo Benotto, e gli esponenti della Lega pisana.

«Le parole pronunciate in questi giorni dal vescovo di Pisa Monsignor Benotto hanno fatto discutere - afferma Mazzeo - . E, come da consuetudine leghista, leggo reazioni scomposte e attacchi personali a partire (guarda caso) dalla sindaca-avanza-tempo di Cascina».

«Ho sempre pensato che il dovere di chi ha ruoli amministrativi sia quello di rappresentare al meglio tutti i cittadini e non di alimentare la tensione sociale per il proprio tornaconto - ribadisce Mazzeo che poi critica direttamente il modus operandi della Lega - . Dico da tempo che la Lega, che oggi è al governo locale e nazionale, non può limitarsi a cercare di volta in volta un nuovo nemico da attaccare. Alcuni esponenti di quel partito, in questi mesi, hanno usato un linguaggio irriverente e intriso di odio perfino verso esponenti del mondo del volontariato locale, dal presidente della Croce Rossa al direttore della Caritas arrivando fino al vescovo di San Miniato, che trovo inaccettabile. A loro e alle tante realtà associative che operano in questo settore dovrebbe andare piuttosto il ringraziamento unanime per accogliere e sostenere chi vive situazioni di difficoltà. Si possono avere opinioni politiche diverse, ma non si dovrebbe mai mancare di rispetto verso il prossimo né invitare a girarsi dall'altra parte di fronte alle persone bisognose e più sfortunate, chiunque essi siano. Ognuno, poi, è giusto che eserciti il suo ruolo. E non vedo come non si possa essere d’accordo se esponenti della Chiesa Cattolica, non ultimo anche Papa Francesco qualche giorno fa, richiamano alla pratica dei veri valori del Vangelo. Le loro parole non chiedono di essere commentate, rispecchiano la loro opera di ogni giorno e nessuno di noi deve pensare di poter insegnare a vescovi e Pontefice come fare il loro mestiere. Chi crede davvero in qualcosa non dovrebbe avere bisogno di ricordarlo sbandierando simboli a favore di telecamera, gli basterebbe comportarsi nel quotidiano secondo quei valori». —



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