Il Tirreno

Pisa

Spacciatori liberati, la Procura fa ricorso per riportarli in cella

Pietro Barghigiani
Spacciatori liberati, la Procura fa ricorso per riportarli in cella

Pisa, la polizia arresta uno dei 22 fermati per non aver rispettato il divieto di dimora. Un latitante preso in una baraccopoli

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PISA. Uno si è fatto beccare sempre in zona stazione quando avrebbe dovuto rispettare il divieto di dimora in provincia di Pisa. L’altro, sfuggito alla cattura iniziale, lo hanno bloccato in una baraccopoli a Gioia Tauro. Entrambi sono in carcere per effetto dell’inchiesta “Cavalieri 2018” condotta dalla squadra mobile che ha portato a 27 misure cautelare (23 eseguite e 4 latitanti) per oltre 90 episodi di spaccio alla stazione. Tutto filmato e registrato con attività di quattro poliziotti sotto copertura. Ma c’è un’altra novità, rispetto agli arresti con conseguenza dell’inchiesta. Il sostituto procuratore Miriam Pamela Romano ha fatto ricorso al Tribunale del Riesame contro il provvedimento del gip Pietro Murano che aveva convalidato gli arresti di 22 pusher firmando poi un divieto di dimora in provincia non ritenendo sussistenti le esigenze di custodia cautelare in carcere. Quantità troppo basse per giustificare la cella, secondo gli avvocati degli spacciatori. Ambiente strutturato per agevolare lo smercio e vicinanza alle scuole, ad avviso della Procura che chiede il carcere per i 22 pusher.

Chi dei 22 non è riuscito a stare lontano dalla stazione è un trentenne tunisino che è stato visto e portato al Don Bosco dagli stessi agenti che lo avevano arrestato la prima volta e che stanno «senza sosta controllando le varie zone della città per verificare che le persone destinatarie della misura del divieto di dimora lo stiano effettivamente rispettando – spiegano in questura –. In caso contrario procederemo, come in questo caso, a richiedere a Procura e Tribunale l’aggravamento della misura cautelare».

Per il latitante catturato, la notizia è arrivata da Reggio Calabria. In una baraccopoli un 30enne senegalese è stato scoperto dalle forze dell’ordine dopo la diffusione di identità e ragioni della ricerca. La fuga da Pisa è finita quando gli agenti del commissariato di Gioia Tauro che eseguono un continuo censimento di chi vive nella baraccopoli, si sono imbattuti nel ricercato poi trasferito in una cella del carcere reggino in attesa della udienza di convalida per le contestazioni mosse ai 27 indagati accusati di spacciare a cielo aperto e in pieno giorno tra la galleria Gramsci e la stazione.

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