Il Tirreno

Pisa

Soci coop come dipendenti L’Opera condannata a pagare

di Pietro Barghigiani
Soci coop come dipendenti L’Opera condannata a pagare

Il personale esterno utilizzato per anni anche per sostituire i guardiani dell’Opa. Mai versati all’Inail i soldi sotto forma di assicurazione a carico del datore di lavoro

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Soci formali di cooperative, ma di fatto dipendenti dell’Opera della Primaziale. Una condizione che ha imposto, dal primo grado fino alla Cassazione, all’organismo che tutela le bellezze di Piazza dei Miracoli di pagare all’Inail circa 14mila euro di premi non saldati nel periodo 1998-2003.

Lo ha stabilito la Suprema Corte respingendo il ricorso dell’Opera della Primaziale contro la sentenza d’appello con la quale l’istituzione era stata condannata a versare all’Inail la somma che ora diventa definitiva e dovuta.

L’accusa era di aver utilizzato, come personale proprio, soci di cooperative che non avrebbero dovuto dipendere dall’Opa. E questa situazione aveva portato all’omissione del versamento del premio Inail per il personale.

Secondo i giudici fiorentini era provata «l'esistenza di un illecito appalto di manodopera, posto che, sulla base degli elementi di fatto acquisiti al processo, le due cooperative Alba Nuova e Toniolo si erano limitate alla gestione amministrativa dei rapporti di lavoro e fornivano il personale occorrente in relazione all'attività di conservazione, tutela e custodia della cattedrale, del battistero, del campanile, del camposanto e del museo nella area monumentale della piazza dei Miracoli di Pisa. Personale che poi si metteva a disposizione e prestava l'attività durante il turno giornaliero sotto la diretta sorveglianza del capo custode dell'Opera il quale controllava il regolare svolgersi del servizio. Le due cooperative non fornivano perciò alcun tipo di servizio che non fosse quello di inviare all'ora stabilita un certo numero di lavoratori nel luogo fissato concretando così la condotta vietata dalla legge».

Non solo. I giudici hanno «accertato che il capo custode dell'Opera curava personalmente il servizio da svolgere e la vigilanza sul rispetto degli orari e che nella Piazza dei Miracoli non c'era un responsabile delle cooperative; affermando inoltre che una lavoratrice iniziò il lavoro di custodia dei monumenti con una cooperativa per passare poi stabilmente negli uffici amministrativi dell'Opera. Un lavoratore era stato munito di radiotrasmittente fornita dall'Opera per il suo compito di sorveglianza. Era stato pure accertato in giudizio che ben poteva accadere che i soci delle cooperative andassero a sostituire i guardiani dell'Opera della Primaziale Pisana assenti per malattia o per altra causa». Una sorta di osmosi tra Opa e coop che nel periodo preso in esame era diventata una violazione di legge che ora la Cassazione traduce nell’obbligo dell’Opera di saldare le legittime pretese dell’Inail. —


 

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