Il dolore
No alla moschea, accelera l’iter: variante in consiglio a febbraio
Pisa, la commissione ha ritenuto inutile procedere con la Valutazione ambientale. Ma nel verbale si legge: effetto sociale negativo dalla mancata realizzazione
PISA. Compie un altro passo in avanti l’iter per cancellare la previsione di un nuovo luogo di culto, ovvero la moschea, a Porta a Lucca. La commissione tecnica incaricata ha escluso le motivazioni per una Vas, la Valutazione ambientale strategica. Questo significa accorciare i tempi. Secondo le indicazioni che arrivano da Palazzo Gambacorti, la delibera relativa alla variante urbanistica dovrebbe giungere in consiglio comunale per l’adozione entro il prossimo mese di febbraio. Seguirà il periodo delle osservazioni e poi la pratica tornerà in consiglio per l’approvazione definitiva. A quel punto sarà modificata la “Scheda 10.1-Porta a Lucca-Enel”, così com’è inquadrata l’area dove è prevista la costruzione della moschea.
Il procedimento di verifica di assoggettabilità a Vas, dunque l’esigenza o meno della valutazione ambientale strategica, è stato avviato lo scorso 13 novembre. Numerosi i soggetti competenti in materia ambientale a cui è stato richiesto un contributo: Provincia di Pisa, Arpat, Asl-Dipartimento di Prevenzione di Pisa; Ente Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli; Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale; Autorità idrica toscana conferenza territoriale Basso Valdarno; Regione Toscana-Direzione Ambiente ed Energia, Settore Via Vas; Sovrintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le Province di Pisa e Livorno; Consorzio 4 Basso Valdarno; Autorità servizio gestione rifiuti urbani Ato Toscana Costa.
Al Nucleo Comunale per le Valutazioni Ambientali (Ncva) sono pervenuti alcuni pareri: da Asl, Acque Spa e Provincia. Il Nucleo comunale, si legge nel verbale della riunione finale, «visti i contributi pervenuti dagli enti competenti in materia ambientale interpellati, ritiene la proposta di variante in oggetto non assoggettabile a Vas, visto che la variante proposta denota molti aspetti positivi di natura ambientale rispetto alla previsione urbanistica». L’aggiunta è particolare: «Si prende comunque atto che la mancata realizzazione di un luogo di culto ed annesso centro aggregativo potrebbe produrre un effetto negativo per la valenza sociale che tale previsione può rappresentare».
Questo è comunque un pezzo della vicenda, quello che discende dall’indirizzo politico della giunta, contraria alla costruzione della nuova mosche a Porta a Lucca. L’altro pezzo è quello relativo all’iter che corre in parallelo e che deriva dalla richiesta della comunità islamica di avere il permesse a costruzione sull’area nei pressi di via del Brennero, come da attuale previsione urbanistica. Dopo la scelta della giunta di intervenire con lo stop politico, e conseguente avvio dell’iter per la contro-variante urbanistica, la comunità islamica aveva inviato al Comune diffide e avanzato anche l’ipotesi di una richiesta milionaria di risarcimento.
A questo punto le due strade corrono senza incontrarsi e una (quella della variante) può chiudersi anche prima dell’altra considerando i tempi più contenuti che sta avendo la procedura. L’alternativa è arrivare ad un accordo tra le parti, con individuazione di un altro luogo. Ma per questo occorre un dialogo che non sembra essere mai realmente cominciato. Dal palazzo comunale confermano: «Nessuno sviluppo».
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