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Clandestini e pericolosi: boom di espulsi in 207 sono stati allontanati dall’Italia
I numeri diffusi dal questore: furti in calo, lieve incremento per scippi e colpi in esercizi commerciali. Arresti: più 45%
pisa. C’è un dato che spicca nel bilancio 2018 sulla sicurezza in provincia garantita dalla polizia. È quello delle espulsioni. La via amministrativa per allontanare stranieri che non sono solo clandestini, ma che in Italia si sono distinti per una pericolosità sociale a cui viene posto rimedio, dopo l’evidente fallimento della carcerazione, rimandandoli nei loro Paesi.
Lo sottolinea con soddisfazione il questore Paolo Rossi nell’illustrare negli uffici di via Lalli i dati del 2018 sul 2017 insieme al capo di gabinetto Paolo Pizzimenti.
Le espulsioni di pregiudicati stranieri sono passate da 36 a 207 e riguardano anche le attività delle altre forze dell’ordine. La firma finale dell’espulsione spetta poi al questore.
«Non abbiamo espulso colf clandestine, ma gente pericolosa che aveva commesso reati» è la chiosa del Rossi che commenta con favore i numeri dell’anno passato auspicandone un miglioramento con il lavoro da sviluppare nell’arco dei prossimi dodici mesi.
Intanto, il dato complessivo: tra provincia e comune capoluogo i reati sono in calo rispettivamente del 14,93% e 17%. Percentuali in ribasso anche per i furti nelle abitazioni (10,48 e 11,65) e quelli con destrezza (9,06 e 11,97). Rispetto al resto della provincia che ha segni negativi, a Pisa sono in crescita in furti negli esercizi commerciali e gli scippi. Un reato particolarmente odioso per la vulnerabilità delle vittime, quasi sempre donne anziane.
«L’obiettivo è fare sempre meglio, ma confesso di essere soddisfatto di questi numeri – esordisce il questore Rossi –. Sono aumentati i controlli di auto, persone e documenti. Gli arresti sono cresciuti da 181 a 263 (più 45%). Siamo andati bene e nel 2019 proseguiremo lungo le solite tre direttrici: prevenzione, repressione e coinvolgimento dei cittadini nella sicurezza partecipata. Il sistema funziona e non è certo quello della delazione o delle ronde. Si tratta di persone organizzate nel quartiere che ci segnalano persone e movimenti sospetti. Sono utilissime. Al giorno d’oggi senza la collaborazione e il senso civico della gente è più difficile garantire una copertura sul territorio». Il capitolo stazione è uno dei termometri per la sicurezza in città. I miglioramenti ci sono stati.
«Abbiamo concentrato i controlli tra pomeriggio e sera – prosegue il questore –. Era inutile mandare le volanti la mattina. L’operazione contro gli spacciatori è stato un successo. Non entro nel merito della liberazione dei fermati, i cui arresti sono stati comunque convalidati e seguiti dal divieto di dimora in provincia. Sia noi che il giudice abbiamo applicato le leggi che ci sono e che non contesto. A carico dei 29 stranieri c’erano oltre 90 episodi di spaccio. Se li rivediamo alla stazione scatta l’arresto». —
Pietro Barghigiani
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