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Amici di Pisa contro Peretola: «Come aprire la Normale a Napoli»

Carlo Venturini

L’associazione attacca l’ampliamento dello scalo fiorentino e boccia la Darsena Europa: «Livorno porta solo erosione»

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»L’ampliamento dell’aeroporto di Peretola? È come la Normale a Napoli: un inutile doppione». Sono gli Amici di Pisa a salutare il nuovo anno sottolineando le vecchie dolenti note che ora dovrebbero essere risolte - almeno in parte - dalla nuova amministrazione che «sta facendo molto sul fronte della sicurezza, ma non può ancora essere giudicata su altre questioni perché da poco al governo della città».

Oltre allo scalo, l’associazione tocca gli argomenti «di polemica e confronto serrato» come quelli della Darsena Europa e la tangenziale di nord-est. Secondo l’associazione, l’aeroporto di Pisa «si deve dotare della terza pista, perché la seconda è solo di rullaggio, onde risolvere anche i rumori nelle aree di sorvolo di San Giusto, Cisanello, dall’ospedale a San Giuliano».

In tema di gestione unica degli aeroporti «è utile solo allungare la pista attuale di Peretola come succede a Londra (London City), che ha una pista di soli 1.500 metri circa e aerei da cento posti».

L’associazione non può tacere sulle sue battaglie finite in tribunale. «La nostra appassionata difesa del territorio non è stata esente da colpi bassi ricevuti nel tempo anche per vie giudiziarie: abbiamo le spalle larghe e soprattutto la verità e la ragione dalla nostra parte, unita all’evidenza dei fatti, che non possono fare passi indietro di fronte all’uso intimidatorio dell’istituto della querela. Anche noi abbiamo fatto ricorsi sia al Tar che alle Procure competenti contro il nuovo aeroporto di Firenze, costoso e un doppione di Pisa».

Gli Amici di Pisa ricordano come «già negli anni ’70 il treno “Sputnik” portava i fiorentini a Pisa in soli 45 minuti. Oggi, con i nuovi lavori fatti, a cui manca il completamento da Empoli e Montelupo, non si raggiungono quelle medie a causa dell’isolamento del Galilei con la sciagurata costruzione del Pisamover che ha introdotto “rotture di carico” disastrose nel trasporto passeggeri».

Il sodalizio lavora anche al “No al progetto Darsena Europa”, ovvero «l’allargamento in mare aperto per 1.500 metri del porto di Livorno, che, se effettuato, accelererà il fenomeno dell’erosione del litorale pisano, deturperà il paesaggio e non potrà non aumentare l’inquinamento delle acque, per cui Pisa si dovrà tutelare nelle sedi opportune».

Su questo tema, gli Amici di Pisa sono andati al ministero dell’Ambiente dal capo della segreteria del ministro per esporre il “No alla Darsena Europa”. Sulla tangenziale nord-est, che servirà per alleggerire il traffico sull’Aurelia, «va ricordato – dice il presidente Stefano Ghilardi – che i finanziamenti erano stati promessi dalla Regione all’indomani della vendita delle azioni aeroportuali del Galilei, in suo possesso. Finalmente i sindaci di Pisa e San Giuliano si sono trovati d’accordo sul partire da Madonna dell’Acqua, e ci auguriamo che i lavori inizino presto». —

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