Cade su una pietra Comune risarcisce
Il Tribunale accoglie la richiesta dopo il no del giudice di pace «Anche se antichi, i lastroni devono essere esenti da insidie»
PISA. Sarà pure una pietra dall’età plurisecolare e a volte malferma. Ma se un pedone inciampa e cade la responsabilità è del Comune.
Ribalta la sentenza del gennaio scorso del giudice di pace e afferma l’onere di saldare i danni a carico di Palazzo Gambacorti, il giudice Daniele Mercadante del Tribunale civile. Lo fa accogliendo il ricorso di una 48enne pisana rappresentata dall’avvocato Gabriele Marroni che chiedeva al Comune di pagarle circa 1.700 per le lesioni provocate dalla caduta oltre alla rottura di occhiali e cellulare. Per la quantificazione del danno il giudice disporrà una consulenza medica.
Nella sentenza ha, comunque, circoscritto al municipio il perimetro di responsabilità per l’episodio avvenuto nel maggio 2013 tra via Palestro e vicolo San Pierino. La donna stava camminando quando mettendo il piede su una pietra “mobile” perse l’equilibrio finendo ko. Accanto c’erano altri pietroni tenuti “legati” tra loro con del cemento. Il giudice di pace aveva respinto la richiesta danni sostenendo che «nel caso di vicoli con lastroni non livellati e risalenti nel tempo, è notoria sia la necessità di considerare dove si mettono i piedi a causa di normali sconnessioni e buche, ma anche la prevedibilità di una possibile, normale instabilità delle lastre, come del resto nei centri storici medievali di moltissime città italiane (Firenze, Lucca, Roma). Per detti motivi il pedone non può fare affidamento sulla percorribilità sicura». Insomma, nelle città con selciati medievali bisogna stare attenti a dove si cammina perché le probabilità di cadere sono frequenti e con responsabilità in capo al pedone. Opposta la lettura del Tribunale che ha riconosciuto la fondatezza dell’appello dell’avvocato Marroni. Basculava quel lastrone. E non avrebbe dovuto. «Nessuna imprudenza è stata commessa dall’appellante – scrive il giudice Mercadante –. La sentenza di primo grado respinge le domande di quest’ultima perché deduce che colui il quale cammina su di una pavimentazione fatta di lastroni, non precisamente databili ma, presumibilmente, non di nuova fattura, dovrebbe presumere che ciascuno di essi possa, al contatto col piede, cedere sotto il proprio peso». Per il Tribunale non è possibile che un pedone debba valutare se un pietrone è basculante o meno per poi decidere se passarci sopra o no.
«In assenza di contrarie segnalazioni, la pavimentazione delle strade pubbliche, tanto più se carrabili, deve presumersi esente da insidie che non siano visibili – prosegue la sentenza –. Il fatto che il centro storico di Pisa sia “medievale” (giudizio più vicino alla generalizzazione che alla descrizione, e che nulla prova sulla condizione di una specifica strada carrabile situata in un particolare settore del centro storico di Pisa) non è sufficiente ad invertire l’onere probatorio nella materia oggetto del presente giudizio».
Non solo. Il giudice sottolinea il fatto che alcuni lastroni fossero stati fissati nel loro contorno con del cemento. Un elemento che porta a due considerazioni a favore del pedone: la condizione della strada era stata presa in esame dal Comune; la problematica consistente nell’instabilità delle pietre era stata oggetto di un intervento correttivo. Qualcosa che non andava c’era, altrimenti non avrebbero messo il cemento per bloccare i pietroni che si muovevano. E per la caduta in quella basculante Palazzo Gambacorti deve risarcire. —
Pietro Barghigiani
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