Il Tirreno

Pisa

Fanno razzia di abiti al "temporary store" e fuggono pieni di sangue

Stefano Taglione
L'imprenditore Corrado Caso davanti alla vetrina spaccata
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L'imprenditore Corrado Caso davanti alla vetrina spaccata

Pisa: furto da tremila euro nel negozio di viale Bonaini. Il titolare: "Il secondo in una settimana, ho già subito un sacco di danni"

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PISA. Hanno sfondato la vetrina del negozio con un martelletto, rubando tremila euro di capi di abbigliamento. Secondo furto in appena una settimana al temporary store “Caso” di via Bonaini, aperto dal primo dicembre dall’imprenditore Corrado Caso, che come da programmi lo chiuderà a fine gennaio. «La volta precedente ho subìto cinquemila euro di danni – racconta – e se mi attaccassero la fornitura dell’acqua, io qui ci dormirei. Questa zona è un inferno, sono pentito: non lavorerò mai più vicino alla stazione ferroviaria. È pieno di delinquenti e spacciatori, sto vivendo una bruttissima esperienza. Rimpiango il giorno in cui ho deciso di investire qui».

Il commerciante di Cascina ha affittato la vetrina a due passi dal semaforo con via Turati per appena due mesi. Poi, una volta ultimate le vendite, se ne andrà come da programma. Il suo negozio temporaneo espone marchi firmati, molti dei quali sportivi. È su questi vestiti che si sono concentrati i ladri, che utilizzando un tondino di ferro da cantiere hanno rubato le grucce con appesi i capi di abbigliamento, quelle più vicine all’ingresso violato. Nel farlo si sono anche feriti. In terra, infatti, sono state trovate tracce di sangue.

Il furto è avvenuto nella notte fra venerdì 28 e sabato 29 dicembre. L’allarme è arrivato da un passante. Sul posto, appena ricevuta la chiamata al 112, si è precipitata una pattuglia dei carabinieri, seguita da una volante della polizia di Stato. Nessuno, stando al racconto dell’imprenditore, gli avrebbe però telefonato, forse perché il negozio è aperto da poco. È stato lui, di prima mattina, a “richiamare” i militari dell’Arma. Che durante il sopralluogo hanno notato le tracce di sangue, disponendo nel primo pomeriggio una seconda visita per effettuare i prelievi ematici, da cui si spera di ricavare qualche risultato utile alle indagini.

«Qui la legge non esiste – conclude Caso, che ha scoperto del furto notturno ieri mattina, una volta parcheggiata la macchina – e le persone si sono ben guardate dall’avvertirmi. Le telecamere? Io non ne ho, speriamo in quelle stradali. Ce n’è una, ma è lontano. Ma anche se li beccassero, cosa cambierebbe? Niente, perché il giorno dopo sono già fuori».

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