Toscana
Stalking contro moglie e figlia condannato ex paracadutista
PISA. Colpevole. Per il Tribunale un ex parà è responsabile di diversi episodi di stalking nei confronti della moglie e della figlia. E per questo merita una condanna a 8 mesi.
È la sentenza letta dal giudice Luca Salutini (il pm onorario Vincenzo Molinaro aveva chiesto un anno di pena) con cui viene definito in primo grado il processo a carico di un militare della Folgore in congedo, 59 anni, residente a Livorno, ma che ha vissuto a Pisa per quasi tutta la sua carriera in divisa.
Un verdetto che accerta come i comportamenti dell’ex paracadutista contro l’allora coniuge e la figlia siano andati oltre le sfuriate di un uomo alle prese con una crisi matrimoniale alla quale reagiva con uscite che si sono poi tradotte in querele.
In aula è stato riepilogato un travaglio familiare in cui è stato il padre a essere additato come il persecutore della figlia. L’ex moglie e la giovane, residenti a Pisa, si erano costituite parte civile con gli avvocati Ranieri Del Torto e Maria Grazia Senatore associandosi alla richiesta del pm che è stata in parte accolta dal giudice.
L’assoluzione era stata, invece, chiesta dall’avvocato Silvio Monti, legale dell’imputato di cui non facciamo il nome per non rendere riconoscibili le parti offese.
Per l’accusa i tormenti contro le due donne, in particolare la figlia, sarebbero andati avanti dal giugno 2013 al giugno 2014. Alla base di tutto gli effetti collaterali di un matrimonio arrivato al capolinea. Litigi quotidiani, incomprensioni caratteriali diventate irreversibili. Lei lo vuole lasciare e lui trasferisce la disciplina militare in casa con atteggiamenti da padre-padrone. Nessuna violenza fisica. Le urla e le pressioni sono la regola. La relazione è ormai fuori dai binari, quando l’imputato si costruisce un film tutto suo sulle ragioni del fallimento di coppia. È la tesi dell’accusa riportata nelle querele delle due donne. Immagina complotti e responsabilità e assegna alla figlia la decisione della moglie di lasciarlo. Le contesta di aver brigato per mettergliela contro fino al punto di rottura. E allora, convinto di essere diventato la “vittima” di una sorta di congiura, sfoga sulla ragazza la rabbia di un addio subìto. Per un periodo i tre vivono insieme. La coppia da separata sotto lo stesso tetto, la figlia per stare vicino alla mamma. Il padre, stando alle denunce, non dà tregua alla giovane che per un periodo è costretta a prendere psicofarmaci per non crollare. Telefonate, messaggi, appostamenti fuori dal luogo di lavoro. Un giorno trovano in casa un coltello con una lama esposto in bella vista. Sembra un avvertimento. Lo portano in questura. «Farete tutte e due una brutta fine» arriva a dire l’imputato sempre più fuori di sé. Le preoccupazioni diventano paure. Prima di deragliare in epiloghi drammatici, l’uomo se ne va di casa. Ora la sentenza che traduce quella separazione dolorosa in una condanna per stalking contro l’ex parà. —
P.B.
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