Toscana
Il Comune perde i soldi per Coltano Conti: «L’ho saputo dal Tirreno»
«Questo disimpegno mi fa riflettere sull’effettiva volontà del privato di intervenire». Ma il Pd lo attacca: «È colpa tua»
PISA. «Ci dispiace aver appreso dai quotidiani del disimpegno della Intracom Telecom sulla Stazione Marconi a Coltano; se non sono più disponibili ad investire ci adopereremo per trovare un nuovo partner, perché il recupero e la valorizzazione della struttura erano e rimangono una priorità della nostra amministrazione». Sono passati ormai 5 giorni dall’annuncio, sulle colonne de Il Tirreno (e non genericamente sui quotidiani come affermato dall’ufficio stampa di Palazzo Gambacorti), della decisione dell’amministratore delegato di Intracom Telecom di ritirare il finanziamento da oltre 1,5 milioni di euro per il recupero e la valorizzazione della Stazione Marconi. E ora il sindaco, Michele Conti, prende posizione rispetto alla vicenda rimandando al mittente le responsabilità del fallimento della trattativa.
«Era stato un rappresentante degli organi di vertice della multinazionale, con una mail indirizzata a Palazzo Gambacorti nel mese di novembre – fa sapere il Comune – a precisare che fra la Intracom Telecom e il Comune di Pisa erano “avvenuti solo degli incontri interlocutori e di confronto non vincolanti”, aggiungendo che gli importi riportati dalla stampa, i 3 milioni di euro necessari per il progetto, “sono assolutamente fuori da qualsiasi previsione di budget della nostra azienda per tale tipologia di attività”, ragione per cui Intracom Telecom “non vede attualmente l’esistenza di alcun impegno da parte nostra né tantomeno sull’ammontare degli importi indicati”».
E infatti l’impegno dell’azienda era, fino a cinque giorni fa, di 1,5 milioni. E ha ragione il Comune a sottolineare che «avrebbe dovuto comunque trovare in bilancio una cifra consistente per avviare il progetto». «Questo presupponeva un approfondimento ulteriore da parte della nostra struttura tecnica oltre ad una valutazione sulla tempistica – precisa Conti – per impostare un cronoprogramma con la certezza di avere le risorse per completare i lavori nei tempi giusti». Un problema, vista la “fuga” del finanziatore, non più attuale. Ma non per colpa del Comune, insiste Conti. «Addossare la colpa al Comune per il disimpegno della società mi sembra un atteggiamento pretestuoso; se è bastato un incontro rimandato per recedere dall’impegno orale, mi viene da riflettere sull’effettiva volontà dei privati di investire sulla Stazione Marconi. In caso contrario sono disponibile, subito dopo le festività natalizie, a incontrare la società per riprendere fattivamente il filo del discorso».
Infine, sulla polemica di alcuni rappresentanti del Pd pisano: «Non accettiamo lezioni da chi per anni ha avuto la possibilità di trovare una soluzione definitiva per la Stazione Marconi senza riuscirci, per disinteresse o per incapacità».
Quello stesso Pd che torna a parlare dell’argomento tramite i rappresentanti dell’Unione comunale. Il partito sottolinea anzitutto che è stata proprio la politica locale e regionale a farsi carico delle segnalazioni di degrado e dell'incuria della Stazione Marconi arrivate «in primis dalla figlia del grande scienziato, Elettra Marconi, sia dal Fondo per l'Ambiente Italiano, sia dalle forze politiche nazionali e regionali di centrodestra e di centrosinistra», scrive il Pd pisano. La storia più recente parla dell'intervento della multinazionale Intracom Telecom che si propone di co-finanziare il recupero per una quota di 1,5 milioni. L’amministrazuione, all’epoca guidata da Filippeschi, tratta e il 21 marzo scorso incontra il finanziatore a Coltano e parte la trattativa su progetto e cronoprogramma. «Ma ecco la doccia fredda della settimana scorsa: l'azienda, dopo aver verificato l'insufficienza di garanzie da parte della nuova amministrazione e non aver avuto seguito a sollecitazioni e domande mirate all'impostazione del progetto di recupero, ha ritirato la sua disponibilità al Comune di Pisa. Ha quindi fatto un passo indietro e ha ritirato la disponibilità alla sponsorizzazione, non avendo trovato sufficienti le garanzie fornite da Palazzo Gambacorti. E il finanziamento da 1,5 milioni di euro viene quindi meno, con due ipotesi all'orizzonte: gravare del costo la collettività, mantenendolo interamente pubblico; trovare un altro sponsor dello stesso calibro in tempi rapidi». «Ma quali erano «le garanzie chieste da Telecom Intracom che l'amministrazione comunale e i tecnici non sono stati in grado di offrire nei tempi richiesti? Per quale motivo? Quale tipo di problemi sono emersi e di che entità per determinare la perdita di una opportunità così grande?». Domande che il Pd rivolge a Conti. «Il passo indietro di Telecom Intracom – conclude il Pd pisano – non è che la manifestazione dell'incapacità del sindaco di attrarre investimenti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
