Il Tirreno

Pisa

parla l’amica e collega sara santoni 

«Lui sosteneva che ad appiccare il fuoco fosse stato un volontario»

Stefano Taglione

Il racconto della ragazza: «Quella notte non ha risposto subito ai messaggi di soccorso. Mi parlava di tre diversi inneschi ma tutti noi sapevamo di uno»

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CALCI. «Ho conosciuto Giacomo Franceschi proprio mentre stava bruciando il Monte Serra. Noi, insieme agli altri volontari, stavamo spegnendo l’incendio. Non mi sarei mai aspettata di trovarmi di fronte il presunto piromane e ricordo bene tutto ciò che mi ha detto dal 24 settembre ad oggi. Parlavamo spesso, quasi tutti i giorni: lui sosteneva di sapere, anche dando credito ad alcune voci, che all’origine del rogo ci fossero tre inneschi anziché uno, come dicevano tutti. E sosteneva anche che questi tre inneschi fossero particolari, opera per forza di cose di un volontario antincendio».

Sara Santoni è un’ex volontaria della Pubblica assistenza di Pisa, che fra il 24 il 26 settembre ha preso parte alle operazioni di spegnimenti dei Monti Pisani. Conoscendo proprio Franceschi, sospettato di essere l’autore del terribile rogo.

Santoni, cosa le diceva Giacomo a proposito dell’incendio?

«Le ipotesi che faceva lui erano particolari e molto più dettagliate rispetto a quelle dei suoi compagni del Gva di Calci, l’associazione per la quale operava da anni. Diceva che gli erano giunte voci di tre inneschi e della loro particolarità. Era convinto che l’incendio fosse opera proprio di un volontario: nessuno con me si era spinto a tal punto».

Le ha mai chiesto come facesse a sapere queste cose?

«Sosteneva che erano cose che a Calci sapevano tutti».

Le ha mai chiesto se sapeva esattamente da dove fossero partite le fiamme?

«Sì. Era convinto che fossero partite da un punto vicinissimo rispetto alle ultime che colpirono il Monte Serra, circa dieci giorni prima».

Ha mai avuto sospetti che lui fosse il piromane?

«Gli altri volontari non mi hanno mai dato risposte così esplicite, ma direi una bugia se dicessi di aver nutrito sospetti. Anzi: non posso credere che sia lui. È un amante della natura. Mi diceva: “Non farei mai una cosa simile, perché questa è la mia terra, sono i miei monti”. Non ci posso credere».

Quella sera anche Giacomo spegneva l’incendio?

«Sì, ma alcuni suoi compagni di associazione mi hanno detto che all’inizio, quando hanno provato a chiamarlo, lui non rispondeva». —

Stefano Taglione

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