Il Tirreno

Pisa

la mostra 

Il surrealismo visionario di Ozmo, le sue venti tele da oggi alla Torre Guelfa

Carlo Venturini
Il surrealismo visionario di Ozmo, le sue venti tele da oggi alla Torre Guelfa

L’assessore Buscemi: «Il suo un talento da sottolineare, le sue opere resistono al brutto e alla sciatteria»

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pisa. Dalla Torre Guelfa della Cittadella si vede Duchamp in mostra a Palazzo Blu e sempre dalla stessa torre si vede Brugel in espozione psichedelica, virtuale e digitale agli Arsenali Medicei. Nel mezzo, in maniera simbolica ed azzeccata, c'è Ozmo, all'anagrafe Gionata Gesi, che tira a sé i due mostri sacri dell'arte con le sue 20 tele surrealiste, visionarie e figlie della contemporaneità che l'artista ha attraversato dal graffitismo ai fumetti, alla street art per poi coraggiosamente ritornare alla pittura. Ozmo ieri stava srotolando una grande tela all'interno di una sala della torre. «Non è una tela. È un telone pubblicitario in pvc. Quando l' ho preso a New York non sapevo cosa ci fosse». Ozmo non ricicla. Ozmo include e fa un melting pot di stili e citazioni rimanendo però fedele al suo stile. Ozmo commenta: «Non è surreale? Ci sono due volti di modelle. Era la pubblicità di un cosmetico. Non lo sapevo quando l'ho preso. Che sfiga. I volti sono difficili ed importanti. Forse. Ed io allora, c'ho adagiato il Cristo al sepolcro di Tiziano. Accanto al Cristo, ecco questa stalagmite. L'ho vista in una grotta in Friuli. Cristo ha duemila anni più o meno. La stalagmite ne ha 200mila. Ha gocce di acqua di 200mila anni. Noi siamo qui da così poco tempo. Il resto è affar vostro».

Andrea Buscemi, assessore alla cultura, interviene dicendo: «Ozmo fa resistenza. Le sue opere resistono al brutto, alla sciatteria, all'omologazione. Come amministrazione preferiamo l'arte classica. Ma senza ideologie e preclusioni, quando c'è un talento da lanciare o da sottolineare, ecco, noi siamo qui. E Ozmo va sottolineato, è bravo. Bravissimo, ed è il frutto del nostro territorio creativo».

Le tele realizzate appositamente per l’occasione pisana mostrano l’intera gamma dell’alfabeto figurativo di Ozmo e mettono in luce la sua capacità di mantenere lo stesso stile personale e lo stesso impatto espressivo dal muro alla tela, declinando un’iconografia urbana articolata, multiculturale e complessa. La stessa formula che trova protagonista l’analisi e la critica delle immagini, dei meccanismi e dei simboli mass mediatici che invadono quotidianamente la nostra percezione, ricombinando in maniera enciclopedica fonti e stili diversi. Un’armonica sintesi visibile anche nelle tele esposte in mostra, che spazia dal fumetto alla pop art, dall’arte alla pubblicità, dall’iconografia underground a quella nobile dell’arte classica, dal cinema alla tv fino al web e al graphic design, senza dimenticare la tradizione muralista-monumentale italiana.

La mostra, curata da Gian Guido Maria Grassi e Alessandro Romanini, s’inaugura oggi alle 18.30 (djset di Marco Dragoni e Rico Herrera) ed è a ingresso libero, dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 19. — Carlo Venturini

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