Toscana
Il presidente del gruppo volontario: «Se è la mela marcia, è stata presa»
Il responsabile Federico Delle Sedie si appella ai concittadini: «Non fate di tutta l’erba un fascio, noi siamo gente perbene»
«Sono sconcertato, non avrei mai dubitato di Giacomo Franceschi. È con noi da una decina d’anni, non certo da ieri, ma se lui è davvero la mela marcia, allora è bene che sia stata trovata. L’importante è che non si faccia di tutta l’erba un fascio, perché il nostro gruppo è fatto di persone che al Monte Serra vogliono solo bene».
Federico Delle Sedie è il presidente del Gruppo volontari antincendio (Gva) di Calci. Proprio quest’anno il sodalizio intitolato a Paolo Logli, figlio dello storico sindaco di Calci, ha compiuto 30 anni. Trent’anni di storia, di passione, di incendi spenti. Tanto che è fra le associazioni più antiche del territorio. Un vanto per la Valgraziosa, in cui generazioni di ragazzi hanno imparato ad amare il Monte Serra, proteggendolo anche al prezzo della vita. Il Gva è venuto alla luce il 22 aprile del 1988, con la firma dello statuto da parte dei nove soci fondatori. Colui che doveva essere il decimo firmatario, purtroppo, morì in un incidente stradale pochi giorni prima della firma. Era Paolo Logli (cui appunto fu intitolata l’associazione), figlio di Rino Logli, storico sindaco di Calci.
«Provocare un incendio in quelle zone con vento a 80-90 chilometri orari per giunta di notte quando i mezzi aerei non volano, può essere frutto solo di premeditazione – ha affermato invece il presidente del Coordinamento volontariato toscano, Gabriele Salvadori – e oggi viene voglia di smettere, di dire basta. Il gesto sconsiderato di una persona che non sapremmo come definire ma sicuramente non “volontario”, non può rovinare uno dei pochi sistemi al servizio della collettività che ancora funziona».
«Ultimamente – continua invece Delle Sedie – abbiamo lavorato fianco a fianco con i carabinieri e da loro siamo stati ascoltati e informati. Abbiamo cercato di collaborare con i militari perché è nel bene di tutti che un criminale del genere venga assicurato alla giustizia. Io quella notte ho rischiato come gli altri. Anche Giacomo era sull’incendio, fra le prime nostre squadre a partire».
Il nome di Franceschi, in un foglio A4 fuori dalla sede di via del Paduletto, è associato anche ai turni di sorveglianza dello scorso Ferragosto. Doveva viaggiare su una Land Rover insieme al collega Filippo Del Moro. «Era una persona normalissima, anche se fuori dai turni del Gva noi non ci sentivamo – continua Delle Sedie – faceva il suo, non dirigeva perché quello lo facevamo io o altre persone, i responsabili. È stato un colpo durissimo: se avessi dovuto sospettare di qualcuno, mai avrei pensato a lui. Ognuno di noi, quella notte, era a casa. Poi ha rischiato la vita. Ora non vorrei che le persone facessero di tutta l’erba un fascio, perché noi della Gva siamo persone perbene, non dei criminali». —
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