Gioco
Armati di pistola irrompono nell’albergo poi pestano e rapinano il portiere notturno
I due banditi minacciano di sparare al 58enne che gli consegna la catenina d’oro. Rubata la cassaforte con 2.200 euro
Sapevano benissimo che a quell’ora, l’ingresso principale, sarebbe stato chiuso. Così – pistola in pugno e passamontagna al volto – con un calcio hanno sfondato la porta secondaria dell’hotel Meditur di Migliarino, picchiando e minacciando il portiere di notte. Poi, dopo averlo colpito all’occhio con una manata, sono scappati con la cassaforte sottobraccio al cui interno c’erano 2.200 euro, pari a una ventina di giorni di incasso.
Terrore alle tre della notte nel quattro stelle dell’Aurelia. I malviventi – in due e con l’accento dell’Est Europa, forse slavo – hanno spaventato il receptionist (un livornese di 58 anni) a tal punto che l’uomo, turnista occasionale, gli ha consegnato spontaneamente la sua catenina d’oro perché non sapeva dove fosse la cassaforte. Un’informazione i banditi pretendevano ma che lui, che normalmente lavora in un altro albergo della stessa catena, non era in grado di fornire. Per questo è stato colpito al volto con una manata da uno dei rapinatori, mentre l’altro – forse spaventato – lo ha perfino difeso, urlando al complice «Non lo picchiare, non lo picchiare».
Era proprio la cassaforte che i due malviventi stavano cercando. Un piccolo contenitore, riposto negli uffici amministrativi, dove vengono conservati i pochi contanti ricevuti dai clienti, visto che la maggior parte dei pernottamenti vengono pagati in anticipo o con bancomat e carte di credito. «Gli ho detto che non sapevo dove fosse, poi mi hanno colpito», ha raccontato l’uomo, receptionist da 30 anni al Grand Hotel Golf di Tirrenia, alla direttrice della struttura, Paola Lipani, elbana di Marina di Campo e da 12 anni al lavora nel quattro stelle di Migliarino. Alla fine, i due, sono riusciti a trovarla. Rubando anche il cellulare del dipendente, una chiave di un portone pensando forse che aprisse la cassaforte e 20 euro chiusi in un cassetto.
«Hanno preso anche un vecchio Nokia che usiamo come telefonino aziendale – spiega la direttrice – poi hanno staccato la cornetta del centralino per ritardare l’allarme. Chi era alla reception, per fortuna, è riuscito a chiamare la polizia con un cordless, ce n’erano tre vicino al bancone». I ladri si sono immediatamente dileguati da una porta secondaria, dietro un albero di Natale. Poi sono fuggiti per i campi, forse a piedi, almeno nella fase iniziale). Non è chiaro se ci fosse qualcuno ad aspettarli all’esterno, anche perché da sei-sette anni il Meditur (un tempo Holiday Inn) non è più dotato di telecamere.
Gli agenti della polizia di Stato, subito sul posto, hanno sentito la vittima, la direttrice e due tirocinanti di 18 anni di una scuola alberghiera che svegliandosi hanno udito i rumori e impauriti non si sono mossi dalla camera. I clienti non si sono svegliati: nessuno si sarebbe accordo di nulla. Lipani, da Lucca, è arrivata al Meditur dopo poche decine di minuti, chiamata dal receptionist. «Gli ho detto di andare a casa – conclude – ma per non lasciarmi sola ha voluto farmi compagnia fino a quando abbiamo preparato le colazioni». —
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