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Toscana Aeroporti, lavoratori al voto per l’ipotesi di accordo
PISA. Stabilizzazione per metà del personale precario e trattamenti economici integrativi salvaguardati. L’ipotesi di accordo raggiunta la scorsa settimana tra sindacati e Toscana Aeroporti dopo una trattativa non stop di quasi 24 ore potrebbe chiudere con un’intesa la lunga vertenza degli scali aeroportuali toscani, aperta lo scorso anno con il processo di vendita del settore handling e proseguita con un provvedimento di disdetta degli accordi integrativi per il personale di Toscana Aeroporti che sarebbe dovuto entrare in vigore il prossimo gennaio.
L’ultima parola spetta ai lavoratori, che domani e giovedì sono chiamati a votare l’ipotesi di accordo che secondo la Filt-Cgil di Pisa rappresenta «il miglior equilibrio tra le esigenze dell’azienda e i diritti e le rivendicazioni dei lavoratori». L’ipotesi prevede la stabilizzazione di 45 dipendenti precari dell’aeroporto di Pisa (su 90) e la tutela dei salari, anche attraverso un meccanismo di solidarietà che salvaguardia maternità, malattie e lunghe assenze che potevano risultare penalizzate ai fini del calcolo del salario integrativo. «Questo accordo potrebbe rappresentare un momento di svolta nella lunga vertenza con Toscana Aeroporti - sottolinea Fulvio Cacace, segretario della Filt-Cgil di Pisa - prevedendo la tutela dei salari ed un centinaio di stabilizzazioni tra l’aeroporto di Pisa e quello di Firenze. Se promosso dai lavoratori, l’accordo arriva in un momento di maggiore concorrenza, con le liberalizzazioni che permettono a nuove aziende di operare all’interno degli scali». Un meccanismo, quest’ultimo, che avrebbe potuto avere conseguenze negative per i livelli occupazionali ed una possibile compressione dei salari. Con cinque scioperi e decine di assemblee, nell’ultimo anno i dipendenti di Toscana Aeroporti hanno “respinto” il piano di ristrutturazione dell’azienda, opponendosi in particolare alla vendita dell’handling ( le attività di terra) non ancora concretizzata dalla società. Il referendum indetto per domani e giovedì potrebbe segnare anche la fine della mobilitazione. —
D.R.
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