Il Tirreno

Pisa

Quando s’andava alla pasticceria Lenzini o alla rosticceria del Fiorentino

di Fabio Vasarelli
Quando s’andava alla pasticceria Lenzini o alla rosticceria del Fiorentino

La storia di Porta a Lucca, da concentrato di vip ad un quartiere di classe media con la massiccia presenza di studenti universitari

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PISA. Conosciamo meglio i quartieri della città, ognuno dei quali offre moltissime curiosità storiche. Si parte da Porta a Lucca, quartiere a nord di Pisa, giovane e popoloso, che si insedia su un territorio antico e ricco di storia. Il Tumulo del Principe Etrusco (il più grande finora emerso) e le celebri navi antiche distano solo poche centinaia di metri dalla Porta che dà il nome al quartiere. In antichità tutto il territorio a nord delle Mura repubblicane (e ancora prima a nord delle mura altomedievali e romane) era conosciuto come Oltr’Ozeri, per la presenza di un canale derivante dall’antico Auser, che scorreva proprio lungo le mura. Tito Livio scrive che durante la guerra tra i Romani e i Liguri Apuani, in risposta ad un assedio nemico, Roma fece marciare un grande esercito da Arezzo a Pisa (193 a.C.), che si stabilì a difesa di Pisa, in un accampamento militare oltre l’Auser, delineandone misure e caratteristiche.

Oggi, grazie al compianto Marcello Cosci e alle sue fotointerpretazioni, sappiamo che l’accampamento era localizzato presso le attuali via Savona e via Bologna, ma ovviamente è impossibile scavare, vista la densità di abitazioni presenti. Certamente, sempre al tempo dei romani, doveva transitare dal quartiere la tratta finale dell’acquedotto (soprelevato o interrato non si è dato a sapere) che trasportava l’acqua da Caldaccoli alle Terme di Adriano (i cosiddetti Bagni di Nerone).

Il territorio di Porta a Lucca, prima della nascita del quartiere vero e proprio (secolo XIX), si è sempre contraddistinto per la presenza di attività agricole (poderi) e religiose monasteriali (Santo Stefano extra Moenia e San Lazzaro), inclusa la presenza di canali navigabili che favorivano le comunicazioni con i paesi del lungomonte pisano. Il quartiere nacque come borgo fuori della città e le primissime case furono quelle in via Contessa Matilde, in via Luigi Bianchi e in via Vecchia Lucchese. Rimangono tracce di questa vita contadina quando si cammina in via dell’Ozzeretto o si accede in Corte Agonigi. Quando nel 1807 Sabatino Federighi decise di costruire un ippodromo (l’Arena Federighi, poi teatro diurno), tutta l’area del futuro stadio era ancora considerata periferica rispetto al baricentro della vita cittadina.

Dalla seconda metà dell’Ottocento la vita del quartiere divenne più frenetica, specie con l’arrivo del treno (1846): per alcuni anni funzionò infatti una stazione provvisoria della linea Pisa-Lucca, in attesa di collegare le ferrovie che arrivavano a Pisa in un’unica stazione (Pisa Centrale, nel 1863). I poderi e le case aumentarono, ma non in maniera frenetica come successe negli anni Venti del Novecento, quando partirono le prime lottizzazioni delle villette che poi sarebbero diventate il modello di abitazione tipica del quartiere. Dicevi Porta a Lucca e sapevi chi ci abitava: industriali, direttori di banca, medici dell'ospedale e professori dell'università, magistrati e professionisti affermati.

Siamo tra le due guerre e lo sviluppo del quartiere era ormai tracciato. L’Arena Garibaldi dal 1919 divenne il campo sportivo del Pisa Sporting Club, poi nel 1931 furono costruite le prime strutture del Campo del Littorio; il tram elettrico (linea ) arrivò nel 1928 e l’Iti fu inaugurato nel 1938. Dopo la guerra l’espansione continuò costantemente (ricordiamo anche la costruzione della Scuola Militare di paracadutismo “Gamerra” nel 1957 lungo via di Gello). In questi anni, quelli della ricostruzione, cominciarono a formarsi le leggende e le storie di quartiere legate ai personaggi e ai negozi: chi non ricorda la “pasticceria Lenzini” o la rosticceria “Il Fiorentino”, piuttosto che il “Bar Sport” o la latteria vicino allo stadio. O ancora esercizi storici come l’antica trattoria “Da Bruno” o la Mesticheria di Armando Nannini che esistono tutt’oggi.

Anche la nomea di quartiere vip si è affievolita in ragione di una classe media e la presenza sempre più massicci di studenti universitari. Oggi il quartiere si attesta sui ventimila abitanti ed è ben individuabile a sud dalle Mura, a ovest dalla ferrovia, ad est dalla via del Brennero e a nord dal fiume Morto.

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