Gioco
Marzo 2006, il fiume inghiottì due pescatori. E il dramma si ripete
Per giorni i soccorritori cercarono i corpi di due amici usciti in barca. Ce ne vorranno almeno quindici per individuare il primo corpo. Dopo 20 il secondo
PISA. L’elicottero sorvola il letto del fiume, le imbarcazioni con i lampeggiati setacciano le sponde. E poi i sommozzatori a scrutare metro per metro il fondale e i volontari impegnati nel disperato tentativo di riportare sulla terra i dispersi, che quasi sempre l’Arno restituisce cadaveri. Un déjà vu che si ripete da anni. Quasi sempre di notte. Quando l’oscurità delle tenebre è pronta a spezzare col dolore il silenzioso scorrere di quelle acque troppe volte alimentate da lacrime di dolore.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.17566133:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.17566133:1652435892/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La memoria va al marzo di dodici anni fa. Era la notte tra l’1 e il 2 marzo 2006. Un urlo. Poi il silenzio. Le acque dell’Arno ingrossate dal libeccio inghiottono una barca in vetroresina lunga tre metri e i corpi di due amici, Massimo Primo Fruzzetti e Enrico Dell’Ira, 35 e 39 anni, entrambi pisani. Ingoiati dalle fredde acque limacciose e restituiti dopo giorni di dolorosa attesa. Si erano ritrovati al circolo Arci della Vettola, poi l’uscita notturna in barca. Forse per pescare, nonostante le avverse condizioni meteo. L’allarme viene lanciato dai familiari quando, al mattino, non li hanno visti rientrare a casa. Si mette in moto la macchina dei soccorsi. Elicotteri, sommozzatori, imbarcazioni e decine di uomini impegnati in una disperata corsa contro il tempo.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.17566138:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/scomparso-in-arno-a-21-anni-ricerche-ancora-senza-esito/113169/114762]]
Di quella notte restano l’incontro al circolo e un grido di disperazione silenziato dalla furia delle acque. Dopo cinque giorni, l’Arno restituisce la piccola imbarcazione. Intatta.
Ce ne vorranno almeno quindici per individuare il primo corpo, quello di Fruzzetti, trovato sulla spiaggia del Gombo, a poco meno di un chilometro da Boccadarno, dopo essere finito in mare. I familiari di Dell’Ira dovranno attendere ancora una settimana. Il 21 marzo, dopo venti giorni da quell’uscita in barca finita in tragedia, uno zio e il cognato dell’ex macellaio che fin dal primo giorno contribuirono alle ricerche in acqua riuscirono a scorgere il corpo del 39enne impigliato ad un ramo vicino ad un pontile, a circa due chilometri dalla zona della Rampa di San Piero dove i due erano saliti sulla barca che, probabilmente a causa delle difficili condizioni meteo, si è poi ribaltata.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.17556741:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2018/12/12/news/giovane-pisano-di-21-anni-disperso-in-arno-1.17556741]]
Sulla tragedia cala il sipario. I lampeggianti blu dei mezzi di soccorso che per settimane avevano illuminato le acque dell’Arno si spengono. Le tenebre tornano ad avvolgere lo spicchio del fiume che si unisce in un dolce abbraccio alle acque del mare.
Il dolore resta intatto. E come un déjà vu torna a colpire a distanza di anni. Con gli elicotteri, le imbarcazioni, i sommozzatori e decine di uomini che sono tornati a perlustrare metro per metro quelle acque che ancora una volta sono state invase dalle lacrime e dalla disperazione di una famiglia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
