Il lutto
"Normale salva", concorrenza fuori controllo dopo la marcia contro se stessi
Dalla coppia di sindaci di Pisa, formata dal deputato Edoardo Ziello e dall’ex direttore del Consorzio Agrario Michele Conti, apprendiamo che ci sarebbe da festeggiare. Il commento di Cristiano Marcacci
PISA. Dalla coppia di sindaci di Pisa, formata dal deputato Edoardo Ziello e dall’ex direttore del Consorzio Agrario Michele Conti, apprendiamo che ci sarebbe da festeggiare. Il motivo? Perché - ci dicono in un video-selfie girato all’uscita dal ministero dell’Istruzione - Pisa è salva e perché l’identità pisana della Scuola Normale Superiore è stata salvaguardata. Ma da chi? Dal governo “brutto e cattivo”, che aveva pronto un emendamento per dare il via libera allo sbarco della stessa Normale a Napoli, con un “distaccamento” sotto l’egida dell’Università Federico II.
E chi c’è al governo? Se non è cambiato qualcosa nell’ultima nottata ci sono i leghisti. Come lo sono al governo di Pisa. E allora si può benissimo pensare al fatto che Ziello e Conti, entrambi leghisti, il primo della prima ora ed il secondo di ora più tarda, si siano precipitati a Roma a combattere contro se stessi. Dicono di aver vinto e di aver ottenuto un successo addirittura storico. Non rischiamo di aver capito male rispetto a dichiarazioni rilasciate. Per fortuna sono state messe per scritto: “C’è da tornare indietro di 40 anni per trovare un risultato eccellente come questo”. O cosa successe nel 1978? Di sensazionale ci viene in mente solo la vittoria del Pisa di Mariani in amichevole con la Juventus di Trapattoni (e dei vari Furino, Morini e Boninsegna). Era il 25 maggio e i nerazzurri vinsero con un gol di Cannata. Per il resto, abbiamo chiesto un po’ in giro e nessuno si ricorda di particolari avvenimenti da cerchiare di rosso.
Non conosciamo i gusti calcistici di Conti e Ziello, ma ci sentiamo di escludere che si siano riferiti ad una partita di calcio. Con comodo, quindi, ci spiegheranno a quale memorabile traguardo hanno pensato al ritorno dalla capitale. Come dovranno spiegarci bene perché mai dovremmo esultare di fronte alla mancata possibilità di esportare altrove un brand pisano d’eccellenza come la Normale, che mezzo mondo invidia a Pisa. Se si fosse parlato di una “clonazione” a Milano, Trento o Padova anziché Napoli i leghisti avrebbero ugualmente marciato contro se stessi su Roma? Qualche dubbio ce lo abbiamo. Soprattutto dopo la recente dichiarazione di Conti a Il Tirreno: «Barone (il direttore della Normale, ndr) vuol portare la Scuola a Napoli perché lui è napoletano».
Conti non conosce evidentemente la storia del bravo e stimato professor Vincenzo Barone, noto chimico e accademico italiano. Il direttore (non si sa ancora per quanto) della Normale è di Ancona, città in cui è nato 66 anni fa. A Napoli si è laureato. Alla Federico II. Proprio quell’università che ora, dopo che non potrà fregiarsi del titolo di “succursale” dell’eccellenza pisana, è pronta a fare in proprio e a dar vita alla Scuola Superiore Meridionale. Ci sono già 50 milioni per farla partire e decollare. A quel punto, per la Normale si dovrà davvero combattere. Non contro se stessi, però, bensì contro una concorrenza fuori controllo.
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