Gioco
Altro che “cara vecchia radio” L’invenzione di Marconi continua a cambiare il mondo
A Coltano, 107 anni dopo la prima comunicazione transoceanica, esperti e appassionati si interrogano sul futuro e sulle tecnologie 5G
l’anniversario
Il 12 dicembre è una data sottovalutata. Delle tante giornate internazionali istituite nel mondo anche questa meriterebbe una sua particolare menzione. Perché proprio in questo giorno, 117 anni fa, la prima “comunicazione senza fili” attraversava l’oceano Atlantico: fu uno dei primissimi esperimenti di Guglielmo Marconi, che inventando la radio, cambiava le vite di milioni di persone e gettava le basi della società contemporanea, la società della comunicazione.
Il segnale partì dalla stazione radio costruita da Marconi a Coltano. E proprio a Coltano, nella villa Medicea, ieri mattina esperti, docenti universitari, studenti, imprenditori, radioamatori hanno celebrato la rivoluzione avviata da Marconi con quel segnale transoceanico il 12 dicembre 1901 parlando di comunicazione 5G e rete globale nell’ambito del quindicesimo Forum di Italradio. “Da Marconi al 5G, prospettive per le radiocomunicazioni globali” il titolo dell’appuntamento a sottolineare come, a distanza di oltre un secolo, la tecnologia legata alle comunicazioni sia assoluta protagonista in ambito scientifico, sociale, economico. «Altro che “cara vecchia radio” - ha sottolineato in proposito Luigi Cobisi, segretario generale di Italradio - siamo qui a dimostrare che si tratta di una tecnologia che cresce». E che propone sempre nuove sfide, sul piano normativo oltre che tecnologico. «Marconi si preoccupava del fatto che le sue innovazioni fossero messe a disposizione di tutti - ha detto ancora Cobisi - ebbene non rispetteremmo il suo legato se non ci preoccupassimo delle barriere, dei limiti economici, che oggi rischiano di impedire la libera fruizione delle tecnologie che consentono la comunicazione».
A fare gli onori di casa a Coltano, oltre al presidente della Pro Loco Antonio Dell’Omodarme e Fabio Cosci di Radio Coltano Marconi, alcuni dei promotori della giornata di studio a cominciare da Filippo Giannetti, docente di telecomunicazioni al dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa e grande appassionato della figura di Guglielmo Marconi oltre che radioamatore e dal direttore del dipartimento di ingegneria dell’informazione Giuseppe Anastasi. Dipartimento che ha organizzato il Forum insieme a Italradio e MBI Group.
Unico cruccio per i tanti partecipanti alla manifestazione l’impossibilità di confrontarsi sul futuro delle tecnologie di cui Marconi è stato pioniere là dove per la prima volta sono state sperimentate, nella stazione radio che porta il nome del premio Nobel italiano e che ormai da decenni versa in stato di degrado e abbandono. La trattativa per recuperare lo storico edificio è in corso ma l’esito, per ora, rimane incerto. —
Valentina Landucci
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
