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economia 

I pisani sono quarti in Toscana per la retribuzione annuale

Andreas Quirici

I dipendenti delle ditte private della provincia guadagnano in media 28.311 euro Secondo Job Pricing siamo al 45º posto in Italia

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PISA. La provincia di Pisa è quarta in Toscana per il livello retributivo lordo dei dipendenti di aziende private dietro Firenze, Lucca e Livorno. Stessa posizione di un anno fa quando i pisani scavalcarono i grossetani. A livello nazionale il nostro territorio è 45º, due posti in meno rispetto al 2017, ma se si pensa che nel 2015 la provincia di Pisa era al 60º posto in Italia, il balzo fatto negli ultimi anni è notevole. I dati (pubblicati da Repubblica.it) sono forniti dall’osservatorio JobPricing che di recente ha redatto la nuova edizione del Geography Index.

La retribuzione annuale lorda (Ral) dei pisani è 28.311 euro (28.177 nel 2017), contro i 30.082 (30.044) dei fiorentini, i 29.273 euro (29.303) dei lucchesi ed i 28.574 euro (28.303) dei livornesi. La provincia di Grosseto ha 28mila euro (28.127) di Ral, quella di Massa Carrara 27.943 euro (dato del 2017 non disponibile), quella di Siena 27.911 euro (27.980), quella di Prato 27.700 euro (27.533). A Pistoia la Ral è di 27.119 (26.841), mentre nell’aretino è di 26.855 euro (26.551). Pisa quindi ha una retribuzione annuale lorda in avanzamento abbastanza marcato, se si pensa che nel 2016 era di 27.738 euro e nel 2015 di 26.590.

Un trend abbastanza in linea con l’andamento nazionale che, secondo JobPricing, vede una notevole distanza tra il Nord (la Lombardia è primatista con una Ral di poco superiore ai 34mila euro) e il Sud (la Calabria ha la maglia nera con il 20% in meno rispetto alla retribuzione dei lombardi).

In Toscana, Firenze e Lucca hanno retribuzioni superiori alla parte meridionale della regione. Pisa si colloca a ridosso con Livorno che fa valere, evidentemente, il peso del porto con aziende di grandi dimensioni che hanno una tutela maggiore dei lavoratori, con contrattazioni di secondo livello in aggiunta al contratto nazionale. La situazione nel livornese non è certo florida. La crisi morde in maniera notevole, ma stando ai dati dell’osservatorio JobPricing, il livello di retribuzione è ancora superiore a quello pisano.

«Nelle piccole imprese è difficile vedere la presenza di sindacati e quindi è praticamente impossibile arrivare alla contrattazione aziendale», dice Massimo Braccini, segretario regionale della Fiom Cgil. Secondo il docente universitario e giuslavorista Pasqualino Albi vanno considerate anche le professionalità: «Nella provincia di Pisa stanno nascendo sempre più aziende innovative o con produzioni specializzate e questo dovrebbe aver compensato la perdita di occupazione dovuta alla chiusura di aziende tradizionali». Per il direttore dell’Unione industriale pisana Carlo Frighetto «i dati servono e noi stiamo lavorando con le istituzioni per creare banche dati, in modo da capire l’evoluzione dell’economia e programmare meglio il futuro delle aziende presenti nel nostro territorio». —

Andreas Quirici

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