Il Tirreno

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ambiente e trasporti 

Atterraggi e decolli rumorosi Parte la petizione on line

Carlo Venturini
Atterraggi e decolli rumorosi Parte la petizione on line

L’obiettivo dei cittadini che chiedono interventi di mitigazione al Galilei non è fermare la crescita dello scalo ma ottenere uno sviluppo sostenibile

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È partita una petizione on line (https: //www. facebook. com/pg/noaereisullacitta) per rendere l’aeroporto Galilei “responsabile” nella sua attività.

La petizione è chiara già nel titolo: “No aerei sulla città” . I promotri di questa “chiamata” di Toscana Aeroporti ad un sviluppo eco sostenibile, hanno sintetizzato in sei punti, le loro istanze che sicuramente troveranno soddisfazioni in molti cittadini non solo pisani ma anche di San Giuliano Terme.

Il primo punto è una presa d’atto e cioè che il Galilei è un aeroporto dentro la città. «Fino al 70% dei decolli avviene sulla città (dati Arpat) e circa 15000 residenti, oltre che innumerevoli lavoratori e studenti, sono esposti ad inquinamento acustico» si legge nella petizione. Al secondo punto, c’è che «il rumore danneggia la salute umana. Moltissimi studi hanno evidenziato i danni da esposizione a rumore aereo: dalle malattie cardiovascolari ai disturbi del sonno e dell’umore, ai disturbi delle capacità cognitive e dell’apprendimento dei bambini con ripercussioni anche sul rendimento scolastico. Nel 2018 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’esposizione al rumore come “uno dei principali rischi ambientali per la salute umana” e raccomanda di ridurre il rumore prodotto dagli aerei”». Terzo punto è che le emissioni superano i limiti di legge. «Nella riunione della commissione aeroportuale del 26/10/2017 – si legge nella petizione –, Arpat ha evidenziato che in parte dell’abitato di Pisa “le emissioni aeroportuali superano i limiti previsti sia dalla zonizzazione aeroportuale (LVA) che dal piano comunale di classificazione acustica, come confermano i risultati del sistema di monitoraggio acustico aeroportuale e le indagini strumentali condotte da Arpat». Quarto punto su cui si basa la petizione è che «manca un sistema sanzionatorio per chi non rispetta le procedure anti rumore». Ed infatti, stando agli estensori della petizione, la commissione aeroportuale il 23/5/2018 ha proposto due provvedimenti per ridurre l’esposizione a rumore, ma ad oggi sono stati disattesi.

Un altro cardine su cui ruota la petizione è la mancanza di un piano di contenimento del rumore. A supporto di questo punto, nella petizione online si legge che «nel 2015 Toscana Aeroporti avrebbe dovuto presentare un Piano di abbattimento e contenimento del rumore (Pcar), e che a distanza di tre anni, questo piano non è ancora disponibile». L’ultimo punto è che con la petizione non si chiede la chiusura o il ridimensionamento dell’aeroporto bensì si parte dall’assunto che «il Galilei è una risorsa per Pisa ma che debba essere gestito in modo sostenibile per la salute della popolazione» . —

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