Gioco
La Lega all’attacco di Barone: stopperemo lo sdoppiamento della Normale a Napoli
Summit a Roma tra il sindaco Conti e il deputato Ziello che va contro il direttore della Scuola: «Abbassi le penne»
«Alla commissione bilancio del Senato la proposta di sdoppiamento della Normale a Napoli non dovrà passare». Summit romano tra il deputato Edoardo Ziello e il sindaco Michele Conti. Tutti nella capitale per la festa della Lega. Nel mezzo una serie di incontri con oggetto il no al progetto di Vincenzo Barone, direttore della Scuola Superiore di piazza dei Cavalieri. Dopo il via libera nella commissione della Camera (che ha spiazzato gli stessi leghisti nonostante si trattasse di una mossa gialloverde), l’obiettivo è fermare tutto al secondo round, con il Carroccio pisano che ha dato mandato alla senatrice Rosellina Sbrana. Ziello lancia un post su Facebook e va giù duro: «Il direttore della Scuola Normale abbia maggiore rispetto del sindaco di Pisa e della città che lo ospita. Gli ricordo che se non fosse per noi avrebbe ancora bivacchi e rifiuti della teppaglia sparsi per tutta piazza dei Cavalieri, per cui abbassi le penne e chieda scusa anzitutto alle migliaia di pisani che ci hanno votato e in secondo luogo alla storia di Pisa».
Dal deputato l’appoggio più forte alla posizione già presa da Conti: «La Scuola Normale è nata a Pisa 208 anni fa e qui deve rimanere». Ma non è il solo. Una serie di perplessità arrivano anche dai rappresentanti degli allievi in Conferenza d’Ateneo. «Oltre a definire un assetto istituzionale altamente opinabile», scrivono, l’emendamento «per il nuovo Istituto stanzia altresì poco meno di 50 milioni di euro come sperimentazione triennale. Qualora la sperimentazione venisse riconosciuta come positiva dall’Anvur (elemento peraltro nuovo e che supera gli attuali poteri dell’Agenzia), la nuova Scuola diventerebbe indipendente in forme ancora non note, in caso contrario verrebbe chiusa e la sede pisana sarebbe incaricata ex lege di svolgere le funzioni di liquidatrice». Ma, soprattutto, per studenti e dottorandi, «in questi mesi né il coinvolgimento della Scuola in quest’iniziativa, né le modalità della sua attuazione sono state discusse con la comunità della Normale. L’assenza di comunicazione su un tema così importante ci ha costretto a confrontarci con la notizia sulla stampa, senza avere la possibilità di porre domande o condividere le nostre opinioni nel merito».
Ed ancora: «Vi è un problema di iscrizioni dal Sud Italia? Oppure Pisa non è più in grado di garantire un alto livello di visibilità internazionale? O, ancora, si crede che solo l’ipertrofia dell’eccellenza sarà in grado di permettere un rilancio del sistema universitario italiano? Questa Legge Finanziaria, mentre con una mano stanzia risorse extra per la nascita della nuova Scuola a Napoli, con l’altra mano ne sottrae al sistema universitario italiano riducendo il limite al fabbisogno degli Atenei. In questa prospettiva, mentre la desertificazione dell’Università italiana avanza, la risposta della Scuola rischia di essere solo quella di aumentare il numero di oasi. Speriamo - concludono - che di questi temi, e non solo, si possa discutere al più presto in Conferenza d’Ateneo».
Si muovono «con preoccupazione» anche gli Amici di Pisa che dicono «no a teorie di gemmazione, si investa sul territorio». Le eccellenze, scrive il presidente Stefano Ghilardi, «non sono punti di vendita commerciali».
In difesa di Barone (non dello sdoppiamento), ma soprattutto contro Ziello, il consigliere regionale Antonio Mazzeo (Pd) che contrattacca: «Un parlamentare che si permette di rivolgersi così al direttore di una delle migliori università d’Italia e d’Europa dovrebbe fare solo una cosa: vergognarsi. E se è d’accordo con il sindaco Conti, invece di sbraitare ed offendere chi la pensa in maniera diversa, vada in aula e voti contro la fiducia alla legge finanziaria che contiene questo provvedimento». —
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