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Operai della Cemes feriti dal treno, l'imprenditore Madonna: «Forse un errore umano»
Pisa: parla il presidente della società dove lavorano i tre giovani. «Non capisco cosa sia successo, avevano esperienza»
PISA. «In quella galleria stiamo lavorando da mesi per degli interventi di manutenzione ordinaria. I nostri operai erano arrivati lì da dieci minuti e conoscevano benissimo le problematiche. È strano ciò che accaduto, penso a un errore umano».
Sono le parole di Roberto Madonna, il presidente della Cemes di Pisa, l’azienda di costruzioni elettroferroviarie per cui stavano lavorando i tre operai che nella notte fra giovedì e venerdì sono rimasti feriti nella galleria del Pellegrino, fra le stazioni fiorentine di Santa Maria Novella e Campo di Marte. I tre sono stati sbalzati sulla massicciata da un treno merci, da un’altezza di circa tre metri mentre stavano operando su un carrello sul binario. Il più grave dei feriti è il 31enne fiorentino Giuseppe Benfari (ieri sottoposto a un intervento dopo un trauma midollare), poi ci sono Tommaso Galletti (27 anni di Saline di Volterra, fratture multiple fra cui la mandibola) e il 26enne di Firenze Gianmarco Crescioli, con lesioni più lievi dei colleghi, tutti portati a Careggi. Feriti anche i due macchinisti del convoglio cargo, rispettivamente di Chiusi e del Perugino.
L’incidente è avvenuto attorno a mezzanotte e dieci. Sul caso la procura di Firenze ha aperto un fascicolo. Al vaglio degli inquirenti – sul posto sono subito sopraggiunte polizia scientifica, Polfer, Asl e vigili del fuoco – ci sarebbe anche l'eventuale violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, relativamente al rispetto di tutte le procedure di sicurezza da parte degli operatori che si trovavano sul cestello. All’origine dell’incidente forse l’assenza di un fermo di blocco del carrello. «L’incidente è accaduto dieci minuti dopo che i miei operai erano arrivati – conferma Madonna – e il treno, come avviene in questi casi, è transitato su un binario vicino. Non so a che velocità andasse, ma solitamente in quel tratto i convogli merci non vanno piano. I nostri carrelli sono mezzi particolari e hanno tutti i livelli di sicurezza possibili e immaginabili. Avevano tutte le autorizzazioni e gli operai erano stati formati: sono con noi da diverso tempo».
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